12.7 Identificazione dei virus

G 72 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE GENERALE meccanismo di resistenza acquisita sistemica della pianta (noto come silenziamento genico post-trascrizionale) il quale normalmente limita la replicazione e la trslocazione virale attraverso un processo che porta alla degradazione specifica dell RNA virale. Da quanto si è visto, l osservazione dei sintomi rimane un elemento importante per distinguere una malattia da virus da altre a diversa eziologia, per studiare il suo comportamento in campo e valutarne l importanza economica, ma raramente consente di risalire con certezza al suo agente casuale, per la cui identificazione bisogna ricorrere a specifiche indagini di laboratorio. I sintomi esterni più frequenti nelle piante colpite da virus si possono riunire nelle seguenti categorie: anomalie dello sviluppo, quali nanismo, rosettamento della vegetazione in seguito alla riduzione di sviluppo degli internodi, abnorme produzione di radici, ecc.; modificazioni di colore, le più diffuse delle quali sono vari tipi di mosaico (mo- saico nervale, mosaico internervale, mosaico giallo, ecc.), maculature e giallume a carico delle foglie, variegature o rotture di colore dei petali, decolorazioni a chiazze o anulari dell epidermide dei frutti; deformazioni, sotto forma d accartocciamento, arricciamento e laciniature del lembo fogliare, escrescenze, gibbosità, depressioni dei frutti, infossature del tronco; necrosi, sotto forma di aree brune, per la morte di gruppi di cellule, a carico dei frutti, delle foglie e talvolta anche del fusto; neoformazioni, costituite da piccole proliferazioni (enazioni) in corrispondenza delle nervature della pagina inferiore delle foglie. 12.7 Identificazione dei virus. Per l identificazione dei virus si ricorre a varie tecniche. 1. Saggi biologici: questa tecnica, utilizzata fin dagli inizi della ricerca fitovirologica, si basa sulla caratteristica di alcune piante, dette rivelatrici o indicatrici, di reagire con sintomi specifici all infezione di determinati virus. 2. Osservazioni al microscopio elettronico: consentono di visualizzare le particelle virali direttamente nell estratto cellulare della pianta infetta. Abbinate alla sierologia permettono l identificazione di un virus mediante l osservazione diretta del legame fra l antigene, rappresentato dalle particelle del virus che si vuole identificare, e l anticorpo specifico (immunomicroscopia elettronica). 3. Metodi sierologici: si basano sul rilevamento della proteina del capsidio mediante un anticorpo specifico. Il metodo più noto è quello immunoenzimatico (ELISA) in cui il legame fra le particelle virali (antigene) e l anticorpo specifico è evidenziato da una reazione enzimatica che determina la variazione di colore di un substrato specifico per l enzima. 4. Metodi molecolari: permettono il rilevamento degli acidi nucleici degli agenti infettivi. Essi si basano sulla caratteristica che hanno due filamenti di acido nucleico a catena singola di unirsi in corrispondenza di sequenze complementari formando un ibrido a catena doppia. La tecnica molecolare più sensibile è la reazione a catena della polimerasi (PCR) che consente di moltiplicare in vitro in modo specifico G01_2_Fitopatologia.indd 72 5/30/18 9:00 AM 1 in ta d c s n ti le s ta s s v d s p e fr r p c p e m ( v d n c r te m 5

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini