12.8 Epidemiologia e mezzi di lotta

ee r mdi a e o oa e m- ei a c- si n e a e n- e n a i- no o o VIRUS G 73 ed esponenziale un segmento (sequenza bersaglio) di sequenza di DNA dell entià infettiva in esame ad opera di una DNA-polimerasi termostabile (Taq polimerasi). Il processo di amplificazione del DNA bersaglio consente poi il suo rilevamento mediante elettroforesi o altre tecniche. Nel caso dei virus costituiti da RNA e dei viroidi, prima della PCR propriamente detta occorre procedere alla trascrizione enzimatica (trascrizione inversa) del loro RNA in DNA. 12.8 Epidemiologia e mezzi di lotta. Gli interventi contro le malattie da virus in pieno campo sono esclusivamente di carattere preventivo e si prefiggono di: evitare l introduzione di un virus in una coltivazione; ridurre la possibilità di diffusione dell infezione in campo; ridurre gli effetti negativi delle infezioni virali mediante la coltivazione di varietà resistenti o poco sensibili; questo rappresenta l intervento di più sicura efficacia per limitare gli effetti dannosi provocati dai virus. Il ricorso a piante geneticamente resistenti ai virus è un provvedimento di notevole interesse. Il più efficace tipo di resistenza è quello conferito da singoli geni dominanti (resistenza artificiale), ma le varietà con questi geni, pur essendo molto resistenti o immuni verso i ceppi tipo , sono nel contempo altamente sensibili a nuovi ceppi che compaiono per sezione o mutazione, conseguenti alla notevole pressione selettiva esercitata dal genotipo varietale sulle popolazioni virali. La resistenza plurifattoriale, anche detta orizzontale, pur essendo meno efficace, è destinata a conservarsi maggiormente nel tempo. Per le piante ortive sono state costituite varietà con caratteristiche di resistenza più o meno marcate, ma il lavoro genetico trova difficoltà per la mancanza di fonti di resistenza verso alcuni patogeni oppure perché sono integrati con genotipi incompatibili con la specie che si intende migliorare. Schematicamente il primo punto si basa sulla messa a dimora di piante e sull impiego per la semina di semi sicuramente sani. Programmi per la produzione di piante, parti di piante (bulbi, rizomi, tuberi, gemme, ecc.) e semi qualificati sanitariamente (Programmi di qualificazione sanitaria) nei confronti di virus e di altri agenti infettivi (fitoplasmi, viroidi, batteri, ecc.) esistono in numerosi Paesi, compreso il nostro, da parecchi anni e riguardano, fra l altro, molte specie di piante moltiplicate per via agamica quali: vite, fragola, pero, melo, drupacee, garofano, crisantemo, carciofo, aglio, ecc. In pratica, le procedure per ottenere materiale di propagazione agamica virus-esente prevedono, in primo luogo, il reperimento in natura di esemplari sani e, in caso contrario, il loro risanamento con metodi fisici (termoterapia), mediante la tecnica della coltura in vitro di apici meristematici o con prodotti chimici (chemioterapia), singolarmente o abbinati. In realtà, nel caso di specie moltiplicate per via agamica, il reperimento in natura di esemplari sani è praticamente impossibile a causa dell universale diffusione delle infezioni da virus, parecchie delle quali inducono infezioni latenti, per cui il ricorso al loro risanamento è una pratica ormai generalizzata. La termoterapia consiste nel sottoporre la pianta da risanare, o parti di essa, ad applicazioni del calore, mediante acqua o aria calda, allo scopo di denaturare o ostacolare la replicazione-traslocazione delle entità infettive nei tessuti della pianta. La terapia con acqua calda, di limitata applicazione a causa della scarsa tolleranza dei tessuti vegetali al calore umido, si presta solo per parti staccate di piante (es. talee, marze, bulbi, tuberi) e in dormienza, le quali vengono immerse in acqua calda a circa 50 °C per un periodo variabile da una decina di minuti a circa un ora: questa tecnica, G01_2_Fitopatologia.indd 73 G 5/30/18 9:00 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini