15. Anormali condizioni pedoclimatiche

e o ti a i. m- e e a ie e el a e ee s- re. e e r e, . sna. ae, o odi ti a oo, te ANORMALI CONDIZIONI PEDOCLIMATICHE G 83 possono essere di natura diretta, conseguenti alla sottrazione di sostanze alimentari, e indiretta per la possibilità che microrganismi fungini aventi habitat tellurico possano penetrare attraverso le ferite conseguenti all azione penetrante degli austori nei tessuti ipogei della pianta ospite. G.1 15. Anormali condizioni pedoclimatiche Determinano stati di sofferenza (fisiopatie) e danni più o meno gravi, a carattere transitorio o permanente. Le alterazioni si verificano quando fattori ambientali (temperatura, vento, grandine, neve, umidità atmosferica e del terreno, pH del suolo, struttura fisica e composizione chimica del terreno) contrastano il normale sviluppo vegetativo e produttivo delle piante. Valori elevati di temperatura, spesso collegati a eccessi di luminosità, determinano scottature degli organi maggiormente soleggiati o che vengono a trovarsi repentinamente esposti alla luce per defogliazioni conseguenti ad attacchi parassitari o a potature, mentre le gelate possono causare necrosi di gemme, fiori e foglie, l increspamento del lembo fogliare con scollamento dell epidermide inferiore, il distacco dell anello corticale dal cilindro legnoso del fusto, fessurazioni e cinghiature dei frutti e perfino la morte delle piante. Temibile è l azione del riverbero sul fusto di piante arboree (es. noci, piante ornamentali che crescono lungo marciapiedi, adiacenti a selciati e terrapieni), per effetto del quale si formano ampie scottature longitudinali sul lato sud del fusto, con conseguente morte della corteccia e messa a nudo del sottostante cilindro legnoso. Gli eccessi di umidità nell atmosfera causano la comparsa di alterazioni idropatiche a carico delle foglie (edemi), dei rami (sfogliature), dei frutti (lenticellosi, spaccature, ecc.), mentre gli eccessi di umidità nel terreno causano asfissia delle radici e la comparsa di idropatie (es. suberosi poligonale, cuore cavo, tuberomania e maculatura ferruginea nelle patate, spaccature del fittone delle carote, marciume apicale delle bacche del pomodoro, ecc.). Tra gli agenti meteorici, il forte vento causa la rottura di rami e la caduta di frutti e favorisce i danni da sfregamento di foglie e frutti, spesso aggravati su alcune colture ortive dall azione abrasiva da parte della sabbia che il vento solleva; la grandine determina ferite a carico delle parti aeree favorendo talora l insediamento e lo sviluppo di infezioni batteriche (es. di Pseudomonas syringae subsp. savastanoi su olivo e oleandro, di Erwinia amylovora su pero ed altre piante sensibili, di Xanthomonas vesicatoria su pomodoro, ecc.). La neve con il suo peso causa rotture di branche e gli stessi danni sono arrecati da piogge battenti. Anomali valori del pH possono causare la retrogradazione e la conseguente insolubilizzazione di elementi fertilizzanti e, impedendo l assorbimento di alcuni da parte delle piante, causano alterazioni fogliari (es. clorosi ferrica). La struttura fisica del terreno incide sullo sviluppo degli organi ipogei, mentre le carenze di elementi fertilizzanti, gli eccessi o anomali rapporti tra i suddetti incidono sull attività vegetativa e sulla produzione, portando alla comparsa di alterazioni fogliari (clorosi, arrossamenti, necrosi) e danni a carico dei frutti (es. vitrescenza e butteratura delle mele, litiasi dei frutti del pero, imbrunimenti e suberificazioni interne dei frutti di albicocco per borocarenza, ecc.). G01_2_Fitopatologia.indd 83 G 5/30/18 9:00 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini