16.2 Interventi genetici

ie ci a ali o o o a à e g- o o r - eni e, di o, e ae e a li sa di o o STRATEGIE DI DIFESA CONTRO LE AVVERSIT DELLE COLTURE G 85 Il classico esempio è l innesto dei vitigni europei su viti americane per sfruttare i caratteri di resistenza delle radici di queste ultime verso la fillossera della vite (Viteus vitifoliae). Il portinnesto franco del pesco è meno sensibile agli attacchi del rodilegno rosso (Cossus cossus) rispetto al portinnesto GF 677 e quest ultimo è poco sensibile agli attacchi larvali del capnodio (Capnodis tenebrionis). Possono essere riportati altri esempi: per le colture ortive l innesto di varietà con favorevoli caratteristiche mercantili su portinnesti del genere Lagenaria e su ibridi commerciali F1 di Cucurbita moschata 3 C. maxima consente di sfruttare le caratteristiche di resistenza e/o tolleranza di questi nei confronti delle tracheofusariosi delle cucurbitacee. La scelta del momento ottimale, per il trapianto o per la semina, consente di sfuggire agli attacchi di insetti e di limitare i danni diretti e quelli indiretti connessi alla trasmissione di malattie da virus. Per esempio, ritardando le semine di orzo e frumento si riducono i rischi di infezioni del virus del giallume nanizzante dell orzo (Barley yellow dwarf). L adozione di una razionale densità di semina o di impianto assicura la circolazione dell aria e della luce, riducendo conseguentemente i rischi d infezione da parte di funghi e batteri; sulle piante da frutto la circolazione della luce e dell aria consente di ridurre l incidenza di alcune malattie (Botrytis cinerea, Monilia laxa e M. fructigena, Stigmina carpophila, ecc.) e di ottenere frutti con migliori caratteristiche commerciali. Agendo sui tempi di raccolta è possibile ridurre notevolmente i danni compiuti da alcuni insetti. Per esempio, la raccolta rapida dei frutti del pero, appena è scaduto il tempo di sicurezza dell insetticida usato per il trattamento di chiusura, permette di sfuggire alle continue ovodeposizioni compiute dalla Cydia molesta sui frutti pronti per la raccolta. Lo stesso fine è conseguito per esempio sull asparago, prolungando però in questo caso il normale periodo di raccolta dei turioni per ostacolare le ovodeposizioni del cosside dell asparago (Parahypopta caestrum), che sceglie appunto la base delle piante in libera crescita per deporvi le uova. Infine, concimazioni razionali consentono alle piante di esprimere al meglio le proprie caratteristiche produttive e di evitare situazioni legate ad eccessi o a carenze di elementi fertilizzanti. G 16.2 Interventi genetici. Una particolare forma di intervento agronomico è rappresentata dalla selezione di varietà e linee ibride con caratteristiche di resistenza o di scarsa sensibilità agli organismi dannosi. così possibile evitare o ridurre i rischi di attacco da parte di patogeni, batteri, virus, fitoplasmi, insetti, nonché l incidenza di alcune fisiopatie. Nel settore frutticolo, per esempio, per il melo sono disponibili varietà resistenti alla ticchiolatura (Florina, Prima, Priam, Red Free, Summerfree, Golden Orange, Primiera, Brina, Gold Rush, Harmonie); nei confronti della ticchiolatura del pero sono poco sensibili le cv. Abate Fétel e Conference rispetto ad altre varietà altamente sensibili (Kaiser, William, Guyot, Coscia, ecc.); nei confronti di Nectria galligena sono notoriamente sensibili alcune cv. di melo (Red Chief, Gala, ecc.). Per il susino, le varietà europee, contrariamente a quelle del tipo cino-giapponese, sono molto sensibili alle infezioni della ruggine Tranzschelia pruni-spinosae. Per la vite esistono vitigni particolarmente esposti alle infezioni oidiche (es. Chardonnay); pochi altri, come il vitigno Longanesi, possono essere resistenti agli attacchi di Botrytis cinerea (muffa grigia). G01_3_Fitopatologia.indd 85 5/30/18 9:02 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini