SEZIONE G

G 86 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE GENERALE Quest ultimo vitigno, coltivato in tempi remoti in zone che erano palustri e particolarmente umide, è diventato praticamente immune alla Botrytis cinerea in seguito al progressivo ispessimento della buccia. Quindi il suddetto Longanesi, dato per scomparso, è stato poi recuperato in tempi recentissimi diventando un vitigno tipico locale per una zona di produzione viticola della pianura ravennate (zona di Bagnacavallo), dal quale si ottiene il vino Burs n. Recentemente interessanti risultati sono stati ottenuti in Italia (Università di Udine) nelle selezioni di varietà resistenti a peronospora e oidio, che sembrano in grado di superare i noti problemi di scarsa qualità enologica propri dei vecchi ibridi fra vite europea e americana. Per le ortive esiste una vasta gamma di varietà e linee ibride resistenti o poco sensibili a diverse malattie fungine (oidi, tracheofusariosi, peronospore, radice suberosa, ecc.). Per esempio esistono varietà di melone tolleranti o resistenti alle diverse razze di Fusarium spp. (codificate come Fom 0, Fom 1 e Fom 2), varietà di pomodoro resistenti o tolleranti a Fusarium oxysporum f.sp. lycopersici (codificate F1 e F2, rispettivamente per le razze 1 e 2 del fungo), a F. oxysporum f.sp. radicis lycopersici (codificate FCRR, Fr, Forl e FOR), varietà di pomodoro resistenti a Pyrenochaeta lycopersici (agente della radice suberosa) e codificate PYL, varietà di pomodoro resistenti ai nematodi galligeni del gen. Meloidogyne (codificate N) e a Verticillium dahliae e V. albo-atrum (codificate Ve o V), varietà di lattuga resistenti alla peronospora (Bremia lactucae), ecc. Per quanto riguarda le batteriosi esistono, anche per queste, varietà più sensibili di altre. Per esempio, per il pero la cv. S. Maria risulta particolarmente sensibile a Erwinia amylovora, contrariamente alle cv. Aida e Bohème che sono resistenti o tolleranti; le cv. di olivo Biancolilla, Nocellara e Frantoio sono maggiormente esposte alle infezioni di Pseudomonas syringae subsp. savastanoi; diverse cultivar di pesco (Elegant Lady, Top Lady, Big Top, Calred, Royal Glory, Spring Red, Venus, Maria Emilia, Maria Laura, ecc.) sono molto sensibili alle infezioni di maculatura batterica (Xanthomonas arboricola pv. pruni); le varietà bionde di indivia riccia sono più sensibili delle varietà verdi al marciume batterico causato da Pseudomonas cichorii, ecc. Per quanto riguarda i fitoplasmi, le piante di pesco innestate su GF 677 o su Mr.S.2/5 sono più sensibili di altre (innestate su franco o altri portinnesti) alle infezioni del giallume europeo delle drupacee (Candidatus Phytoplasma prunorum). Per quanto riguarda gli insetti, possono essere citati vari esempi: la cv. di pero Abate Fétel è più sensibile di altre agli attacchi di Cacopsylla pyri e Cydia molesta; la stessa e la cv. di melo Red Chief sono particolarmente soggette agli attacchi di Cydia pomonella; la cv. Decana e la Packam s Triumph sono poco sensibili o non sono addirittura attaccate dalle larve della prima generazione di Cydia pomonella; la cv. di susino Angeleno è maggiormente sensibile, rispetto ad altre, alle infestazioni di Cydia funebrana, ecc. Per quanto riguarda l incidenza di determinate fisiopatie, alcune varietà sono meno sensibili di altre. Per esempio certe varietà di pomodoro sono resistenti alle manifestazioni di Blotchy ripening e Ghray Wall (depigmentazione e imbrunimento delle bacche) e al marciume apicale (Blossom end rot), mentre per i fruttiferi è nota la maggiore sensibilità di alcune cv. di melo (es. Stayman e Cripps Pink) a spaccatture dei frutti di origine idropatica. G01_3_Fitopatologia.indd 86 5/30/18 9:02 AM 1 b d lo 1 g s d s p b v G d m c d p p d a

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini