16.3 Interventi manuali o meccanici

oal me al ) di e ia, e o 2, ci a em o- di a e ni y, à 5 l- e a a; co o ace di STRATEGIE DI DIFESA CONTRO LE AVVERSIT DELLE COLTURE G 87 16.3 Interventi manuali o meccanici. Nei confronti di agenti patogeni (funghi, batteri, virus e fitoplasmi), erbe infestanti, fanerogame parassite, insetti, acari e nematodi, si può intervenire in maniera manuale o meccanica per eliminarli o per contrastarne lo sviluppo. Rientrano in questo gruppo i seguenti provvedimenti: la rimozione delle parti della pianta gravemente infestate o infette con operazioni di raschiatura e di slupatura; l eliminazione tempestiva di piante colpite da batteri, virus e fitoplasmi che possono fungere da centri di produzione e di evasione dell inoculo o da sorgente di inoculo per insetti vettori; l asportazione delle strutture di ricovero formate da insetti (es. nidi delle processionarie del pino e della quercia, del bruco americano, delle ragne del melo e del susino, ecc.); l asportazione e la distruzione delle ovature di alcuni insetti (es. ovature di Orgya antiqua e di Limantria dispar); l uccisione delle larve xilofaghe (es. Zeuzera pyrina e Cossus cossus) all interno delle loro gallerie; la sfibratura degli stocchi di mais per distruggere le larve della piralide (Ostrinia nubilalis); la collocazione di manicotti di cartone ondulato intorno alla base del tronco per offrire luoghi di rifugio alle larve di Cydia pomonella e per poterle poi eliminare asportando e bruciando i suddetti o, meglio, collocarli entro gabbie con maglie adatte a trattenere gli adulti del tortricide e consentire nel contempo la fuoriuscita dei parassitoidi delle larve e delle crisalidi; la collocazione, intorno alla parte bassa del tronco, di bande lisce o adesive o di manicotti di fibra sintetica per impedire la salita, per invischiare o imprigionare gli adulti di insetti (formiche, oziorrinco dell olivo, ecc.) che intendono raggiungere la chioma della pianta. G 16.4 Interventi fisici. Sono basati sull applicazione di diverse forme di energia in grado devitalizzare stadi sensibili di agenti dannosi o di rallentarne o contrastarne lo sviluppo. Il mezzo fisico più importante è rappresentato dal calore, che può essere prodotto e distribuito in svariati modi (pirodiserbo, sterilizzazione del terreno con vapore surriscaldato o con radiazioni solari, termoterapia). Il pirodiserbo trova applicazione per la distruzione con fuoco delle erbe infestanti in ambienti dove l impiego di diserbanti chimici non viene tollerato. Consiste nell applicazione sulle erbe infestanti, attraverso attrezzature manuali o abbinate al trattore, di fiamma prodotta con bruciatura di GPL. Il trattamento è molto rapido (circa un secondo) e porta alla lessatura dei tessuti delle infestanti, che in seguito disseccano. La sterilizzazione del terreno con vapore acqueo surriscaldato, iniettato con apposite macchine, consente di risanarlo con l eliminazione dei microrganismi ad habitat tellurico e degli stadi di alcuni insetti (es. larve e crisalidi di lepidotteri nottuidi, pupari e larve di ditteri, ecc.). Il vapore surriscaldato può essere somministrato per tempi variabili da pochi minuti a temperature superiori a 90 °C ad almeno 20 minuti a temperature comprese fra 70 e 80 °C. La solarizzazione è una tecnica di disinfezione e disinfestazione del terreno che sfrutta l energia solare e può essere praticata sia in pieno campo che in ambiente protetto. Consiste nella copertura estiva del terreno nudo per 4-5 settimane G01_3_Fitopatologia.indd 87 5/30/18 9:02 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini