17.1 Nomenclatura

G 92 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE GENERALE interessati dal trattamento e sono pertanto necessari soprattutto quando la superficie è ricoperta di cera. I disperdenti o sospensivanti hanno la funzione di evitare la separazione della parte solida di una formulazione da quella liquida e, conseguentemente, la sedimentazione delle particelle disperse. Ciò si ottiene con l aggiunta di sostanze anticoesive e disperdenti (gelatine, gomma arabica, alginati, polisaccaridi, anticongelante glicol-etilenico, ecc.) che, diminuendo la coesione tra le particelle, stabilizzano la sospensione. Gli emulsionanti impediscono la separazione tra una sostanza solubile in acqua con un altra non solubile. La sostanza attiva non solubile in acqua è disciolta in un solvente organico (xilolo, cicloesanone, ecc.). Gli adesivanti sono sostanze che aumentano l adesione della miscela antiparassitaria alla superficie trattata. Rientrano in questo gruppo caseine, farine, resine naturali, cere, colle viniliche, ecc. Gli attivatori o sinergizzanti sono sostanze prive di attività che esaltano l azione tossica di una sostanza attiva. Relativamente agli insetticidi rientra tra queste sostanze, per esempio, il piperonil-butossido: un olio vegetale, ottenuto per distillazione del legno di una pianta esotica (Sassofrasso), che viene impiegato come sinergizzante delle piretrine naturali. Il suddetto preparato blocca le ossidasi e le idrolasi a livello cellulare impedendo in tal modo che la molecola insetticida venga decomposta dall insetto. 17.1 Nomenclatura. Per identificare un agrofarmaco si può fare riferimento a diversi tipi di denominazione; fra queste le più utilizzate sono il nome comune, il marchio registrato e il nome commerciale. Di uso poco comune è invece la denominazione chimica, normalmente più complessa. Il nome comune (in inglese) viene stabilito in accordo tra la società detentrice del brevetto della sostanza attiva e una commissione internazionale per la normazione (in genere quella cosiddetta ISO). Il marchio registrato è definito (e depositato) dalla stessa Società proprietaria della molecola ed è generalmente utilizzato anche a livello commerciale. Peraltro per una stessa molecola possono essere registrati da parte della società più marchi, che vengono variamente utilizzati a livello mondiale sul piano commerciale. Ulteriori marchi commerciali possono essere poi creati da parte dei distributori a livello dei singoli paesi. Da qualche tempo si sta affermando, da parte delle maggiori società agrofarmaceutiche, l orientamento a registrare la sostanza attiva con una propria denominazione che va ad affiancarsi a quella ISO. Un esempio al riguardo è rappresentato dall insetticida chlorantraniliprole (nome comune ISO) per il quale la società Du Pont ha registrato il marchio Rynaxypyr, peraltro non destinato all uso commerciale, per il quale sono utilizzati altri marchi registrati (es. Coragen). Nel testo è stato utilizzato preferibilmente il nome comune ISO; in alcuni casi è usato anche il termine italianizzato. 17.2 Formulazioni Polveri secche. Sono costituite da una mescolanza di sostanza attiva e polveri inerti e vengono utilizzate tal quali. Sono ottenute attraverso la molitura della sostanza attiva e la loro mescolanza con polveri inerti (farine di roccia potassica, bentonite, talco, ecc.). Richiedono un elevatissimo grado di finezza. Il valore granulometrico è espresso in mesh e indica il numero di maglie per unità di superficie di setacci standard, per cui più elevato è il valore, minore è il diametro delle maglie attraverso il quale passano le particelle del prodotto. In base al diametro delle particelle viene indicata la seguente ripartizione granulometrica: polveri finissime, oltre 120 mesh; polveri fini, 90-120 mesh; polveri grosse, 60-90 mesh. G01_3_Fitopatologia.indd 92 5/30/18 9:02 AM g te d v n a è p P ta o r d G b d q a c d n s g c m g ta p o n p d p G d s r q n in L m ta

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini