SEZIONE G

G 94 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE GENERALE Pellets. Sono prodotti tramite il procedimento di estrusione di paste formate con attrattivi alimentari molto appetiti mescolati alla sostanza attiva. Queste formulazioni commerciali caratterizzano in genere le esche per lumache e i preparati commerciali rodenticidi. I pellets, liberi o in bustine, vengono utilizzati tal quali. E te in n Paste. Sono ottenute mescolando polveri antiparassitarie con sostanze adesivanti, resine acetoviniliche, cera, ecc. Esse sono pennellabili e, in seguito alla loro essiccazione, formano uno strato impermeabilizzante. Vengono comunemente usate per il trattamento delle ferite da taglio, per favorirne la cicatrizzazione ed evitare l insediamento di agenti cariogeni. S d p la p Concentrati emulsionabili (EC 5 Emulsifiable Concentrates). Contengono la sostanza attiva solubilizzata in un appropriato solvente organico (es. xilolo, cicloesanone, kerosene inodore, petrolio, ecc.), per cui il formulato appare una soluzione omogenea. Immessi in acqua, originano un emulsione che può essere di tipo micro, se costituita da particelle aventi un diametro di 0,01-0,1 mm, o di tipo macro, se le goccioline raggiungono il diametro di 0,1-10 mm. Nel primo caso la soluzione finale appare limpida, in quanto le goccioline sono talmente piccole da non essere visibili a occhio nudo; nel secondo caso invece la soluzione finale si presenta lattiginosa. I solventi utilizzati per la preparazione della formulazione EC devono essere compatibili con la sostanza attiva, atossici e, possibilmente, non infiammabili. Per la preparazione dei suddetti vengono talora aggiunti coformulanti al fine di garantire nel tempo la stabilità dell emulsione in acqua e migliorare l assorbimento della sostanza attiva da parte della pianta. Le emulsioni devono rimanere stabili per almeno 24 ore, senza portare a consistenti formazioni di depositi e sedimenti. Devono inoltre essere tali da evitare la cristallizzazione della sostanza attiva, che potrebbe ostruire ugelli e filtri. A causa dell elevato contenuto di solventi organici, anche tale formulazione è in fase di progressivo abbandono. Concentrati solubili in acqua (SL 5 Soluble Liquids). Si ottengono sciogliendo la sostanza attiva in solventi, come accade per le formulazioni EC ed EW. Rispetto a queste tutti i componenti della formulazione SL si solubilizzano nella miscela acquosa da irrorare, per cui la soluzione appare chiara. La preparazione delle formulazioni SL è possibile solo con sostanze attive a elevata solubilità in acqua. Sospensioni fluide (flowables) o concentrati in sospensione (SC 5 Suspension Concentrate). Si ottengono attraverso una fine macinazione della sostanza attiva e la sua dispersione in acqua con l ausilio di disperdenti. Le particelle di sostanza attiva hanno un diametro di 1-4 m e sono mantenute in sospensione con l aggiunta di sospensivanti affinché si conservino fluide. Esse si disperdono facilmente in acqua per originare sospensioni finali per il trattamento. Le formulazioni flowables consentono: una maggiore uniformità di distribuzione sulle piante, in seguito al maggiore e più prolungato periodo di dispersione rispetto alle polveri bagnabili o idrodispersibili; una maggiore adesività e resistenza al dilavamento; la riduzione delle dosi di materia attiva distribuita con i trattamenti; l eliminazione dei rischi di fitotossicità derivanti dalla mancanza di coformulanti con manifesta azione fitotossica; la riduzione della tossicità in seguito all eliminazione di quella che è posseduta dai coformulanti. Per tali motivi, nonché per la non polverosità e per la mancanza di solventi, la formulazione SC si sta progressivamente affermando, grazie anche ai progressi tecnologici che ne hanno migliorato la stabilità e la conservabilità. G01_3_Fitopatologia.indd 94 5/30/18 9:02 AM D in n a S d p n s 5 è r la u q m F s s m m a S li m A b g ( 1 s l

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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini