17.3 Formulazioni miste

AGROFARMACI G 95 tni li Emulsioni (EW). Sono emulsioni in acqua della sostanza attiva già diluita in un solvente. Rispetto alla formulazione EC viene utilizzata una dose di solvente sensibilmente inferiore. Le emulsioni EW hanno il vantaggio di non cristallizzare per cui non creano nessun problema alle apparecchiature distributrici. e o e Suspoemulsioni (SE). Sono una combinazione delle formulazioni SC ed EW. La fase disperdente è costituita dall acqua, mentre la fase dispersa è rappresentata sia da particelle solide sia da goccioline di emulsione finemente distribuite. Queste formulazioni sono adatte per combinare due sostanze attive con differenti solubilità e/o punti di fusione. ne, a. a ga, el r a, o n lni a di a ea è n a n ie ù n ai di o- Dispersioni in olio (OD 5 Oil Dispersion). Presentano la sostanza attiva solida sospesa in olio, che costituisce anche il veicolo per gli altri coformulanti. Attraverso la diluizione della formulazione OD in acqua si può ottenere un emulsione, se la s.a. è solubile in acqua, oppure una suspoemulsione, se la s.a. è poco solubile in acqua. Sospensioni in microcapsule (CS). Sono ottenute attraverso un procedimento industriale di polimerizzazione o coacervazione che porta alla formazione di capsule polimeriche tra un monomero contenuto nella microgoccia della sostanza attiva (generalmente insetticida) in acqua e un altro monomero contenuto nell acqua stessa. La sostanza attiva viene così a trovarsi chiusa entro capsule del diametro variabile da 3 a 50 mm e, solo in seguito all evaporazione dell acqua che le avvolge, la molecola tossica è liberata gradualmente attraverso micropori. Il diametro della capsula e lo spessore della sua parete condizionano notevolmente il rilascio della sostanza attiva per cui, agendo su questi parametri, è possibile aumentare la velocità di cessione della sostanza attiva da parte delle microcapsule e ottenere così un formulato con un azione più o meno pronta contro specifici bersagli. Le sospensioni in microcapsule presentano lo svantaggio di essere dannose alle api in quanto le microcapsule aderiscono al loro corpo e, trasportate entro le arnie, causano mortalità delle covate. G Fumiganti. Liberano gas tossici. Essi possono essere impiegati tal quali per la disinfestazione di legnami e del terreno. In altri casi il gas tossico viene liberato da un composto originario, come accade per l idrogeno fosforato (H3P, prodotto dal fosfuro di alluminio AlP o di magnesio Mg3P2 in seguito all assorbimento dell umidità dell aria), per il metilisotiocianato (liberato per decomposizione di metam-sodio e dazomet incorporati al terreno per operazioni di geodisinfezione-disinfestazione). Smoke generator. La sostanza attiva, mescolata a una polvere comburente, viene liberata sotto forma di vapore con la combustione di quest ultima. Questo tipo di formulazione si presta per la disinfestazione dei locali adibiti alla conservazione di derrate. Aerosol e spray. La sostanza attiva e un gas-solvente (freon, propano), immessi in bombolette, e nebulizzati premendo un apposita valvola. Con apposito tubicino erogatore, il getto può essere introdotto entro gallerie per uccidere gli insetti ivi annidati (es. larve dei rodilegno). 17.3 Formulazioni miste. I formulati commerciali possono contenere una o più sostanze attive, con meccanismi d azione differenti, al fine di effettuare la lotta contro l avversità bersaglio agendo su più stadi del suo sviluppo. Le formulazioni commerciali G01_3_Fitopatologia.indd 95 5/30/18 9:02 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini