18. Fungicidi e battericidi

FUNGICIDI E BATTERICIDI ioo di cambiamenti genetici casuali (mutazioni riguardanti uno o più geni che vengono selezionate attraverso l uso ripetuto della molecola e sono trasmesse alla progenie, fino a quando la maggioranza degli individui della popolazione diventa insensibile, ossia resistente). L interruzione dell uso della molecola, e quindi del processo di selezione, può essere seguita in tempi più o meno lunghi dalla scomparsa degli individui insensibili e dal recupero dell attività della molecola stessa, ma il fenomeno dipende anche dall adattabilità degli individui resistenti alle condizioni ambientali. I meccanismi alla base della perdita di efficacia di un prodotto sono molteplici, ma possono essere ricondotti a due categorie principali: modificazioni a livello del sito bersaglio, che non viene più riconosciuto e quindi attaccato dalla molecola; attivazione di processi metabolici che impediscono alla molecola di arrivare a bersaglio (es. detossificazione, espulsione, compartimentazione), oppure sostitutivi di quello inibito dalla molecola. I fattori principali che favoriscono il fenomeno della resistenza sono rappresentati dalle caratteristiche della molecola (in particolare il meccanismo d azione specifico), dalle peculiarità bioepidemiologiche dell organismo nocivo (in particolare l intensità di moltiplicazione) e dalla modalità di applicazione della sostanza attiva (in particolare l uso ripetuto). Il problema coinvolge la maggior parte delle recenti sostanze attive ed è diventato oggi un aspetto critico della gestione normativa e applicativa degli agrofarmaci; per questo motivo la resistenza è considerata sempre più attentamente nell ambito degli organismi internazionali e nazionali coinvolti nella difesa delle piante. Inoltre, allo scopo di tenere sotto controllo la problematica e proporre le idonee contromisure, da tempo su iniziativa delle principali industrie agrochimiche è stato istituito a livello mondiale un comitato di lavoro (RAC 5 Resistance Action Commettee), articolato in gruppi dedicati ai diversi settori: IRAC (I 5 Insecticides) per gli insetticidi e acaricidi, FRAC (F 5 Fungicides) per i fungicidi e battericidi; HRAC (H 5 Herbicides) per i diserbanti; RRAC (R 5 Rodenticides) per i rodenticidi. In generale per limitare il rischio di sviluppo di resistenza è opportuno gestire la scelta e l impiego delle sostanze attive in modo da evitare un eccessiva pressione selettiva da parte degli stessi meccanismi d azione (in particolare, limitare l uso dei prodotti a rischio, da utilizzare possibilmente in miscela o in alternanza con prodotti a resistenza non incrociata). Al riguardo il comitato RAC ha predisposto la classificazione degli agrofarmaci in base ai meccanismi d azione allo scopo di favorire la corretta scelta delle sostanze attive in relazione al rischio di resistenza. La resistenza non va confusa con la tolleranza , che pur potendo portare anch essa alla mancata azione di un agrofarmaco, deriva da modificazioni fenotipiche dell organismo nocivo non collegate a mutazioni e quindi non trasmissibili, e tende a scomparire in assenza dell azione selettiva dell agrofarmaco. Per altre informazioni sulla resistenza si rimanda ai capitoli relativi ai diversi gruppi di agrofarmaci. re e- n ri e, ta re di er no asi. à o i, ti e, e a G 99 G.1 G 18. Fungicidi e battericidi Con i termini fungicidi e battericidi sono definiti i preparati attivi rispettivamente sui funghi e batteri fitopatogeni (considerando insieme ai funghi, per comodità, anche gli oomiceti, oggi non più classificati tra i funghi). Essi comprendono un ampia gamma di prodotti, sia naturali sia di sintesi, largamente utilizzati nel nostro Paese per la difesa delle colture. La maggior parte dei prodotti oggi impiegati è di origine sintetica; peraltro sono diffusamente utilizzati anche i composti di origine minerale (specialmente rame e zolfo), mentre un importanza secondaria rivestono quelli estratti dai vegetali e a base microbiologica (in questi ultimi la parte attiva è rappresentata da elementi di propagazione di microrganismi dannosi ai fitopatogeni). G01_3_Fitopatologia.indd 99 5/30/18 9:02 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini