4.2 Richieste energetiche

i. di ao o il ea ò ie e ri. ee do i. ti o e a ni ia, CONSUMI, FABBISOGNI, RACCOMANDAZIONI H 101 mentre per i monogastrici si fa riferimento all energia digeribile. Per quanto riguarda l apporto proteico, per i ruminanti si parla di proteina digeribile intestinale, mentre per i monogastrici si parla di sostanze azotate totali e amminoacidi. I fabbisogni devono essere coperti dalla razione e quindi, teoricamente, si mira all aggiustamento degli apporti giornalieri considerando comunque un margine di sicurezza sufficiente. Questo permette di indicare degli apporti giornalieri raccomandati che pertanto risultano generalmente superiori ai fabbisogni. Il fatto che sia consentito un margine di sicurezza è dovuto a: incertezza sull esatto valore dei fabbisogni, in quanto la razione è sempre calcolata considerando il gruppo e quindi l eterogeneità degli individui, soprattutto rispetto alle loro performance, e richiede di considerare dei margini di sicurezza; incertezza sulla previsione della quantità consumata, le cui cause possono essere legate a numerosi fattori: animale, alimentare e ambientale. In alcuni casi, gli apporti raccomandati possono essere inferiori ai fabbisogni: allora l animale fa ricorso alle riserve corporee. Due possono essere le situazioni in cui si manifesta un ricorso alle richieste corporee. A nimale a fabbisogno moderato: per ragioni di tipo economico si ha interesse a contenere i costi della razione, per esempio nel caso di fattrici allattanti durante il periodo invernale. La riduzione comunque è calcolata in modo tale da garantire il mantenimento di buone condizioni di salute sia della madre sia del figlio. Le riserve corporee che si sono formate durante il periodo di pascolo permetteranno di sopperire all apporto ridotto dei principi nutritivi. Questa pratica viene effettuata nell ottica di fare recuperare successivamente le perdite con un pascolo abbondante oppure nel caso in cui l animale possa attingere a riserve abbondanti. A nimale a fabbisogno elevato: in tal caso entrano in gioco altri aspetti fisiologici. Per esempio, nel caso di vacche da latte ad alta produzione, all inizio della lattazione la sottoalimentazione energetica e minerale non è conseguenza di un calcolo strategico, ma semplicemente è dovuta a una ridotta capacità di ingestione degli animali a fronte di elevati fabbisogni. H 4.2 Richieste energetiche. Le richieste energetiche degli animali dipendono dalla produzione (feto, latte, tessuti, uova, lana) che richiede energia chimica e da una produzione di calore che deriva dall attività dell organismo. Si distinguono tre tipi di richieste energetiche: 1. richieste energetiche di mantenimento: sono determinate dal normale funzionamento dell organismo, dalla tipologia di allevamento, ecc.; 2. richieste energetiche di produzione: energia richiesta per la sintesi dei componenti delle produzioni; 3. richieste energetiche conseguenti alla digestione degli alimenti: extracalore. La produzione di calore ha una duplice origine: liberazione di calore come conseguenza del funzionamento del muscolo, degli organi che permettono il mantenimento in vita dell organiamo, del movimento, della termoregolazione (in questo caso si parla di calore di mantenimento); liberazione di calore conseguente all assunzione di pasti. Questa produzione è una conseguenza dell attività dell apparato digerente e viene indicata come extracalore. H03_AlimentazioneAnimale.indd 101 5/30/18 11:47 AM

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti