SEZIONE H

a: o à e a e, e e- di a o e. n o e o a o o a e eo, oaa, CONSUMI, FABBISOGNI, RACCOMANDAZIONI H 103 La temperatura corporea di un animale è regolata dalla variazione di calore e dalla perdita di calore: per lottare contro il freddo l organismo accresce la produzione di calore e l animale cerca di limitare le perdite (vasocostrizione, pelo alzato); per contro, per limitare l effetto del caldo, l organismo riduce la produzione di calore, diminuendo l ingestione di alimenti e, allo stesso tempo, aumenta la quota dispersa nell ambiente attraverso una maggiore ingestione di acqua favorendo così la perdita di calore con la sudorazione. Se i meccanismi di termoregolazione sono insufficienti, la temperatura corporea si allontana dalla temperatura normale. Per ogni specie animale esiste una zona di temperatura indicata come zona di neutralità termica; in tale range la produzione di calore è bassa e la quantità di energia fissata è massima. Gli animali in allevamento devono quindi essere mantenuti a temperature comprese nella zona di neutralità termica. I ruminanti beneficiano del calore liberato dalle fermentazioni ruminali e sopportano le basse temperature; suini e volatili non possiedono ghiandole sudoripare e tollerano con difficoltà il caldo in condizioni di temperature elevate. TAB. 3.14 Zona di neutralità termica in diverse specie animali Categoria di animali Bovini Caprini Vitelli Suini (40-80 kg) Suini (80-110 kg) Zona di neutralità Categoria termica di animali 5-20 °C 10-20 °C 5-15 °C 20-23 °C 15-16 °C Zona di neutralità termica Volatili Pulcini di 1 giorno Polletti di 6 settimane Galline in deposizione Conigli 15-25 °C 32 °C 21 °C 15-20 °C 15-18 °C H Gli apporti energetici possono essere anche utilizzati dall organismo per l accrescimento o la produzione di latte, uova e lana. La quantità di lipidi, proteine, glucidi che intervengono nella composizione delle produzioni, permette di definire la quantità di energia utilizzata per quella determinata produzione. Le richieste per la lattazione dipendono dalla quantità di latte prodotto e dalla composizione dello stesso; per la produzione di 1 kg di latte si può partire dalla composizione del latte, considerando che 1 g di proteina ha potere calorico di 5,5 calorie, 1 g di lipidi di 9,4 calorie e 1 g di glucidi di 4,1 calorie. TAB. 3.15 Composizione media (kg) del latte di specie diverse e valore energetico Tipo di latte Latte di vacca Latte di capra Latte di pecora Latte di scrofa Latte di cavalla Latte di coniglia Grasso (g) Proteine (g) Lattosio (g) Energia (kcal) 40 32 63 69 12 120 31 30 56 46 19 160 48 43 44 55 62 20 740 670 1.080 1.140 470 2.250 Poiché è difficile conoscere la produzione di latte di una nutrice, in genere si stima la produzione valutando l accrescimento del lattante. Per esempio la produzione di latte di una capra nutrice, durante le prime tre settimane, è stimata in base all accrescimento della prole dal 10° al 30° giorno. H03_AlimentazioneAnimale.indd 103 5/30/18 11:47 AM

SEZIONE H
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ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti