SEZIONE H

H 110 ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE - ALIMENTAZIONE ANIMALE o peggiorare la digeribilità di un altro. L effetto associativo può essere determinato da diversi fattori, tra cui il contenuto in glucidi, le proteine e la loro degradabilità, i trattamenti degli alimenti. TAB. 3.19 s r c Valore energetico di alcuni alimenti per i ruminanti 1 kg orzo 1 kg ss insilato di mais 1 kg ss di fieno 1 kg ss paglia di avena Energia grezza kcal 3.850 4.500 4.430 4.240 Cud ED 0,84 0,68 0,59 0,45 Energia digeribile (EG 3 dE) 3.222 3.070 2.600 1.900 EM/ED 0,84 0,84 0,81 0,81 Energia metabolizzabile (ED 3 EM/EG) 2.703 2.570 2.110 1.540 q 5 EM/EG 0,70 0,57 0,48 0,36 km 0,76 0,72 0,69 0,66 Energia netta Mantenimento (EM 3 km) 2.041 1.845 1.458 1.031 kl 0,63 0,60 0,58 0,55 Energia netta lattazione (EM 3 kl) 1.708 1.542 1.218 847 kf 0,55 0,45 0,38 0,29 Energia netta per l ingrasso (EM 3 kf) 1.497 1.159 795 445 H.3 L c d r e c b s v to u fi Il sistema di valutazione dell energia per i monogastrici è meno complesso, in quanto le materie prime generalmente utilizzate sono caratterizzate da una minore variabilità. In generale si valuta che il CUD della maggior parte delle diete per i suini oscilli dal 70% al 90% anche se può andare dallo 0% per la paglia al 100% dell amido di mais. Nei suini i glucidi solubili sono altamente digeribili, diversamente da quelli strutturali, la cui bassa digeribilità dipende molto dalla natura dei polisaccaridi non amilacei: per esempio, la paglia di grano ha un utilizzazione del 16%, mentre per le polpe di bietola si ha un CUD del 69%. Quindi la grande variabilità è soprattutto legata alla diversa struttura della parete cellulare; per esempio la lignina è considerata indigeribile, mentre i polisaccaridi non amilacei (cellulosa, emicellulosa e sostanze pectiniche) presentano una diversa digeribilità: pectine > 80%; emicellulosa 5 30-60% a seconda della specie botanica. Da ciò si deduce che le conoscenze relative alla composizione della parete cellulare possono fornire interessanti indicazioni circa la digeribilità dell alimento considerato. Da quanto detto, è evidente che la validità del sistema energetico applicato può essere apprezzata in differenti modi, tra cui il più probante è la risposta che l animale fornisce in una prova zootecnica. Utilizzare l EN di mantenimento offre una migliore attendibilità dell utilizzazione dell energia rispetto all applicazione dell ED e dell EM, anche nei monogastrici. Tuttavia, proprio per il fatto che il passaggio tra le diverse energie (ED 1 EM 1 EN) pre- H03_AlimentazioneAnimale.indd 110 5 5/30/18 11:47 AM g b 1 2 3 le n d r s c d la d q z

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ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti