2.2 Razze italiane

ao ai edi a oa à, li e e 0 è ne e ie a o di aa e e. e la i: n ti. r e a n a RAZZE BOVINE DA LATTE H 125 caseificazione per la grossezza dei globuli di grasso (ottimo invece per il burro), mentre si presta molto bene allo scopo se tagliato (20-25%) con quello di altre razze, quale la Frisona Italiana. In Italia la Jersey conta (www.anafi.it/jersey/2009) circa 6.506 capi, con produzione media di 5.949 kg, il 5,08% di grasso e il 4,02% di proteine. 2.2 Razze italiane 2.2.1 Reggiana Origini e mantello. La razza bovina Reggiana presenta oggi una consistenza di circa 2.370 capi, di cui quasi 1.370 vacche, divisi in 190 allevamenti, con un trend numerico in espansione. In aumento sono anche i capi sotto controllo funzionale che hanno raggiunto ormai le 650 unità. Gli allevamenti sono concentrati nella provincia di Reggio Emilia ma, a indicare un momento positivo per la razza, recentemente si sono stabiliti dei nuclei in allevamenti delle province di Mantova, Modena, Parma e Lodi. Questo è dovuto essenzialmente alla qualità del latte che presenta un attitudine eccellente alla caseificazione, con particolare riferimento alla produzione di formaggio Parmigiano Reggiano grazie all elevata frequenza della caseina Kbb e alle caratteristiche di frugalità e robustezza della razza. 2.2.2 Modenese. Denominata anche Bianca Val Padana, conta oggi meno di 500 capi iscritti al Registro Anagrafico diffusi essenzialmente nelle province di Modena, Mantova e Reggio Emilia. La popolazione è considerata in pericolo secondo le categorie di rischio della FAO (1992). Il suo latte era un tempo destinato alla trasformazione in Parmigiano Reggiano. Il declino di questa razza, originariamente a triplice attitudine, è stato determinato dalla sua sostituzione con la più produttiva Frisona. Tuttavia, nonostante la pesantezza dello scheletro, può vantare produzioni paragonabili a razze specializzate per il latte. Il mantello è di color bianco latte con gradazioni di grigio nei tori, il profilo dorso-lombare è leggermente insellato. Gli unghioni sono neri. La testa a profilo rettilineo porta corna bianche alla base e nere in punta e una caratteristica spaccatura (Rovesciata depigmentata) sul musello color ardesia. H 2.2.3 Valdostana Origine e allevamento. La Valdostana Pezzata Rossa è una delle poche razze indigene italiane a spiccata attitudine per la produzione lattea. Discreta è l attitudine per la carne (buona capacità di accrescimento, precocità e resa al macello) abbinata a una spiccata robustezza organica. Come le altre razze bovine europee a mantello pezzato rosso, probabilmente deriva dalle popolazioni di origine nord-europea introdotte dai Burgundi verso la fine del V secolo. Selezione. La selezione si prefigge di ottenere bestiame sano e fecondo, longevo, di robusta costituzione e di elevata rusticità. 2.2.4 Rendena Origine e allevamento. Agli inizi del 1700 un epidemia di peste bovina proveniente dall Est europeo provocò una falcidia della popolazione bovina della Val Rendena, in provincia di Trento. Il ripristino del patrimonio fu effettuato con l introduzione di soggetti provenienti dalla Svizzera. Si formò così la razza Rendena che già all inizio del secolo era considerata, nelle Prealpi Lombarde e Venete, la razza da latte per eccellenza. H04_Bovini.indd 125 5/30/18 11:49 AM

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti