2.2.8 Mucca pisana

a ae e nsoa o ie i- asi a, a n e iio ti ta oo o e ao e o e ) di i- n0 di RAZZE BOVINE DA LATTE H 127 estinzione in base alle categorie di rischio della FAO. Presenta il mantello pezzato nero con margini frastagliati e con estremità degli arti e nappa della coda bianchi. La testa è leggera con corna dirette di lato, in basso e in avanti, di colore bianco e con l estremità scura. Giogaia pronunciata, linea dorso-lombare leggermente concava, mammella globosa. La produzione prevalente è il latte. Tipica razza di montagna, rustica, buona pascolatrice, particolarmente adatta all allevamento in zone marginali. 2.2.8 Mucca pisana. Razza ormai considerata a rischio di estinzione, conta solo poche decine di capi allevati nei dintorni di Pisa. Originariamente a triplice attitudine, destava un certo interesse per la produzione sia di carne sia di latte; tuttavia, la pesantezza dello scheletro ne condizionava la resa in carne. Bovini di mole considerevole, le vacche Pisane presentano la testa corta e tozza con profilo rettilineo. Il mantello tabaccato tende talvolta al nero. 2.2.9 Pinzgau. Razza di origine austriaca, presente anche in Italia, ma soprattutto in Paesi molto lontani da quello di origine, dove viene allevata sia in purezza sia come miglioratrice di razze locali. Di grande rusticità, si adatta perfettamente a condizioni climatiche sfavorevoli dove fornisce buone produzioni di latte e di carne da un punto di vista quantitativo e qualitativo. Buono sia l incremento ponderale sia la resa al macello. Il mantello è di colore rosso castano con una tipica pezzatura che parte dal garrese e si estende al dorso, alla coda, al ventre e alla punta dello sterno. 2.2.10 Sarda. Razza diffusa in tutta la Sardegna, a eccezione della provincia di Oristano, ottenuta dall incrocio della popolazione locale con la Bruna Alpina. Bovino di taglia medio-piccola caratterizzato da ampia variabilità fenotipica a causa delle diverse condizioni ambientali a cui si è dovuto adattare. Il mantello è bruno ordinario e/o slavato nella femmina, mentre nel maschio si avvicina di più alle tonalità di marrone scuro. L attitudine prevalente è la produzione del latte che, nonostante le buone capacità digestive, risulta talvolta limitata dalla scarsa disponibilità di risorse alimentari. H 2.2.11 Modicana. Razza autoctona siciliana diffusa essenzialmente in provincia di Ragusa, ha subito nel corso degli anni una consistente contrazione che ne ha portato la popolazione a poco più di 1.500 capi; è quindi considerata in pericolo dalla FAO (1992). Dotata di grande rusticità, è adatta a valorizzare la scarsa produzione foraggera condizionata dal clima secco in cui vive. La modesta produzione di latte è assai idonea alla trasformazione nel caciocavallo , mentre quella di carne è influenzata negativamente dalla limitata resa al macello. Il mantello è di colore rosso vinoso con sfumature nere sulla testa, caratterizzata da un profilo montonino. Le corna sono giallastre alla base e nere in punta; la razza è stata esportata in Sardegna dove ha dato luogo alla Sardo-Modicana. 2.2.12 Pontremolese. Originaria della provincia di Massa Carrara, era un tempo diffusa anche nelle province di Pavia e di Piacenza dove veniva chiamata Bettollese. La razza possedeva un Libro Genealogico ora non più funzionante. Attualmente la popolazione conta meno di 50 capi iscritti al Registro Anagrafico ed è considerata dalla FAO in pericolo . La sorte della razza è stata determinata dal ricorso continuo all incrocio di sostituzione con la più produttiva Bruna. Il mantello è fromentino carico, con una striscia chiara nella regione dorso-lombare. H04_Bovini.indd 127 5/30/18 11:49 AM

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti