3.2 Allevamento della manza

e o i, ei ia n me, o isi e di ovi il ro o io el o a e ee lil o e). e ALLEVAMENTO, SVEZZAMENTO E RIPRODUZIONE H 131 L ingestione dei foraggi, nelle prime settimane, risulta molto scarsa, ma è necessario che essi vengano messi a disposizione degli animali in quanto facilitano la distensione e ripuliscono le pareti del rumine stimolando inoltre la secrezione salivare che, a sua volta, controlla l acidità ruminale e il relativo sviluppo microbico. 3.2 Allevamento della manza. Il periodo che va dallo svezzamento alla prima inseminazione viene, in genere, considerato improduttivo, anche se rappresenta una fase molto importante per migliorare l efficienza produttiva e riproduttiva dell allevamento. In media la quota di rimonta di una mandria si aggira intorno al 30%, in quanto il tempo di permanenza in stalla è di 3-4 anni (circa 3 parti). L alimentazione delle manze è pertanto fondamentale nella preparazione delle future vacche. Attualmente si tende a far partorire le bovine all età di 24-26 mesi, in quanto si raggiunge in tal modo uno sviluppo somatico sufficiente per avere prestazioni produttive e riproduttive buone e contemporaneamente si contengono i costi di allevamento. Le manze vengono riunite in gruppi omogenei per peso ed età, e allevate in box aventi uno spazio esterno sufficientemente ampio. I piani alimentari adottati sono molteplici e il rapporto foraggi/mangimi dipende dalla qualità dei primi; in ogni caso le razioni debbono essere adeguatamente dotate di energia e proteine e apportare quantitativi idonei di minerali e vitamine. Di norma si impiegano alimenti abbastanza ricchi di fibra, al fine di stimolare lo sviluppo dell apparato digerente e la forte proliferazione della flora cellulosolitica. Per maggiori informazioni al riguardo si rimanda all alimentazione della manza. H 3.3 Riproduzione. La durata dell interparto e il numero di interventi fecondativi effettuati su ciascun animale necessari per avere una gravidanza, sono tra i parametri maggiormente utilizzati per valutare l efficienza riproduttiva di un allevamento di bovine da latte. Entrambi questi parametri assumono un rilevante interesse soprattutto dal punto di vista gestionale ed economico. L interparto dovrebbe essere di circa 12 mesi per ottenere, da ogni vacca, un vitello all anno e avere una durata della lattazione di 305 gg (si considera infatti una durata dell asciutta di 60 gg). Un interparto più lungo consente una maggiore produzione nella lattazione in atto, ma comporta un minor numero di vitelli nati nella carriera della bovina e una diminuzione della produzione globale di latte. Per quello che riguarda il tasso di concepimento, è evidente che per avere un interparto di 12 mesi le bovine dovrebbero rimanere gravide intorno all 85-90° giorno dopo il parto; ciò implica un numero di interventi fecondativi per ogni gravidanza inferiore a due. Questi valori teorici ottimali sono difficilmente raggiunti nella realtà operativa, dove il numero di interventi fecondativi per gravidanza sale a 2-2,5 e l intervallo parto-concepimento a 100-120 giorni. Per una buona gestione della mandria, risulta pertanto necessario un corretto rilievo dei calori che può essere eseguito sia attraverso l osservazione sistematica dei sintomi tipici dell animale (irrequietezza, nervosismo, diminuzione dell assunzione di cibo e della produzione lattea, arrossamento e scolo mucoso della vagina, riflesso d immobilità durante l estro, ecc.) sia attraverso l analisi del latte e per via elettronica (podometri). L osservazione diretta degli animali, effettuata almeno 3 volte al giorno a distanza di 8 ore l una dall altra, consente di rilevare il 75% H04_Bovini.indd 131 5/30/18 11:49 AM

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti