3.3.1 “Fecondazione artificiale” o più propriamente

H 132 ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE - BOVINI E BUFALI circa degli estri. La determinazione del progesterone nel latte è più sicura, ma presenta difficoltà nel reperire laboratori che la effettuano in breve tempo. L utilizzo di tori ruffiani con deviazione del pene è in disuso. Con i podometri (le bovine in calore camminano di più), efficienti ma costosi, si sfruttano però anche altre importanti funzioni, quali il controllo continuo della produzione lattea, l insorgenza di mastiti, ecc. Esistono attualmente programmi informatici che registrano tutti gli eventi fecondativi, le date del parto, quelle dei calori precedenti e di eventuali interventi fecondativi non positivi. In pratica, definire il periodo migliore per effettuare la fecondazione è oggi relativamente semplice: se viene individuato il calore al mattino, si feconda nel tardo pomeriggio; se invece lo si rileva al pomeriggio (o in serata), bisogna inseminare le bovine entro mezzogiorno del giorno successivo. Per avere informazioni più dettagliate sull argomento, ivi compresi gli aspetti tecnici, si rimanda il lettore al capitolo specifico (®Ostetricia). 3.3.1 Fecondazione artificiale o più propriamente inseminazione strumentale . Attualmente, per inseminare le bovine da latte il metodo più utilizzato è la fecondazione artificiale, che ha sostituito quasi totalmente la monta naturale in quanto, oltre a evitare la diffusione di malattie, consente di usare il seme di tori miglioratori provenienti da tutte le parti del mondo e quindi di progredire geneticamente. Con la FA si riducono i costi di gestione e di alimentazione del toro aziendale e, con una opportuna scelta del toro, si riduce anche l incidenza dei parti distocici. Per accelerare il progresso genetico della mandria, oggi si può ricorrere anche all embryo transfer (trapiantano di embrioni da una bovina donatrice sottoposta a superovulazione a una o più bovine riceventi). La tecnica dell embryo transfer consta di diverse fasi: scelta della donatrice e delle riceventi; superovulazione e inseminazione della donatrice; contemporanea sincronizzazione degli estri nelle riceventi; infine, embryo transfer vero e proprio. Per quanto riguarda la scelta della bovina donatrice, oltre a essere di elevato valore genetico, deve presentare un attività ciclica normale, essere pluripara e aver partorito da almeno due mesi per essere sottoposta a superovulazione. Le vacche riceventi, invece, devono essere scelte tra le manze della mandria selezionandole per lo stato di salute e di nutrizione e per quello ginecologico (sviluppo morfofunzionale e manifestazione dell estro normali). Gli aspetti tecnici sono trattati nel capitolo specifico (®Ostetricia). 3.4 Produzione del latte. Con il termine di galattogenesi si definisce l inizio della secrezione abbondante di latte, dopo il parto; la galattopoiesi invece indica la persistenza nel tempo della produzione lattea. L andamento della produzione lattea assume un comportamento schematizzato nella Figura 4.1: incomincia subito dopo il parto con livelli più o meno elevati e aumenta fino a 3-6 settimane (picco di lattazione), si mantiene tale per qualche settimana, poi inizia a diminuire costantemente (del 6% al mese circa) fino al 10° mese ovvero con la messa in asciutta dell animale. Con l inizio di una nuova gestazione si nota un ulteriore flessione della produzione lattea per il modificarsi dell assetto ormonale delle bovine. In merito alla composizione del latte va precisato che i contenuti di grasso e proteine diminuiscono fino all 8-12a settimana di lattazione (esiste una correlazione negativa tra H04_Bovini.indd 132 5/30/18 11:49 AM F te la r

SEZIONE H
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ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti