8.2 Vitellone leggero baby-beef

ALIMENTAZIONE DEI BOVINI DA CARNE La durata di un ciclo di produzione è variabile a seconda della razza e del tipo di animale; il peso di macellazione si aggira intorno ai 220-260 kg, con un età compresa tra i cinque e i sei mesi. o milo ). 8.2 Vitellone leggero baby-beef. Il baby-beef non è una categoria definita, ma in ogni caso coinvolge soprattutto vitelli appartenenti a razze precoci (da latte). La durata del ciclo produttivo è di 250-280 giorni e il peso di macellazione di circa 400 kg. Con questo tipo di produzione si ottengono carni chiare (rosee) e poco grasse (classico), caratteristiche molto apprezzate da una larga fascia di consumatori. n- 8.3 Vitellone. La produzione del vitellone, pur con le notevoli difficoltà incontrate negli ultimi anni, rappresenta uno dei settori più tipici della zootecnia italiana. La precocità dell animale corrisponde alla sua capacità di raggiungere, in tempi relativamente brevi, la maturazione commerciale ed è influenzata dal sesso e dal patrimonio genetico. Un vitellone di una razza da latte raggiunge la maturità in tempi più brevi e a un peso vivo inferiore rispetto a un animale specializzato per la carne perché, nei tipi tardivi, si hanno buoni accrescimenti anche a pesi elevati a causa della minore precocità e del ritardo temporale con cui si deposita il tessuto adiposo. In generale il peso di macellazione di un vitellone maschio di una razza da latte è di 500 kg circa; quello dei meticci (incroci), di 550-600 kg e quelli da carne di 600 kg e oltre. Esistono due principali categorie di vitelli allevati in Italia: i baliotti e i ristalli o broutard . I baliotti sono vitelli appartenenti a razze precoci svezzati direttamente in azienda o presso centri di svezzamento specializzati e successivamente allevati con sistemi intensivi e con piani alimentari aventi livelli nutritivi medio-alti. I ristalli invece, provenendo dal pascolo, sono giovani bovini svezzati in modo naturale ed estensivo (perciò con livelli nutritivi bassi): giunti in azienda vengono sottoposti a regimi alimentari che prevedono livelli nutritivi alti (elevati apporti di mangimi). Essi, dopo un adeguato e delicato periodo di adattamento, manifestano il cosiddetto accrescimento compensativo, ovvero crescono più rapidamente rispetto alla norma. Il livello nutritivo rappresenta il rapporto tra l energia netta fornita dalla razione (di norma espressa come UFC: Unità Foraggera Carne) e quella necessaria per coprire i fabbisogni di mantenimento ed esprime quindi la quantità di energia utilizzata per l accrescimento, una volta soddisfatti i fabbisogni per il mantenimento. Il piano alimentare da adottare viene scelto dall allevatore in funzione del tipo di animale, delle richieste del mercato e del costo degli alimenti (foraggi e mangimi) da somministrare. o e esi e a e ti i; ui e- li a el li. n a i- n- H 141 H.4 H 9. Alimentazione dei bovini da carne 9.1 Vitello a carne bianca. L alimentazione del vitello a carne bianca è basata sull impiego di alimento liquido, ovvero razioni contenenti farine lattee in quantità superiori al 50% della sostanza secca della razione. Attraverso la doccia esofagea, il latte somministrato in fase liquida giunge direttamente in abomaso, limitando così lo sviluppo del rumine-reticolo. Per questo motivo possiamo definire il vitello a carne bianca un monogastrico funzionale . H04_Bovini.indd 141 5/30/18 11:49 AM

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti