SEZIONE H

H 142 ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE - BOVINI E BUFALI Esistono diverse tipologie di latti che differiscono tra loro sia per le materie prime utilizzate, sia per il tipo di trattamento tecnologico cui sono stati sottoposti. Con il metodo spray si ottiene una farina finissima (latte in polvere) caratterizzata dal fatto che le goccioline di grasso sono ricoperte da un sottile film di latte magro. In tal modo si ottiene un latte idrodisperibile e digeribile che difficilmente impacca (non forma grumi) nel sacco. Con il metodo roller (o meccanico), invece, la disidratazione del latte avviene anziché in torre spray come per il precedente, su cilindri metallici rotanti riscaldati. Il trattamento termico quindi è molto più energico e prolungato: ciò porta più facilmente alla formazione di composti di Maillard ; le dimensioni del globulo di grasso sono superiori e si rende necessario l impiego di emulsionanti per la grassatura. La farina lattea così ottenuta tende inoltre a impaccare. Questa seconda tecnica è stata col tempo migliorata, al fine di ovviare agli inconvenienti sopra citati, ottenendo latti che si avvicinano, per caratteristiche e digeribilità, a quelli spray. Si hanno quindi latti tradizionali , la cui quota proteica proviene essenzialmente da farina di latte magro e siero di latte e altri, latti senza latte , dove la proteina deriva da materie prime diverse dal latte. Le principali caratteristiche dei latti in polvere riguardano il tenore lipidico (14-24%) e quello proteico (20-26%); in generale, i latti con minor contenuto di grasso vengono utilizzati durante le prime fasi di allevamento, mentre nel finissaggio si impiegano latti più ricchi di lipidi. La carne al macello deve presentarsi con colorazione rosso chiaro che si ottiene solo con valori bassi di mioglobina; risulta perciò assai utile il monitoraggio costante della concentrazione di emoglobina del sangue che è strettamente correlata con la mioglobina del muscolo. In pratica nei primi 40-60 giorni di allevamento, per ostacolare l anemia si utilizzano preparati ricchi in ferro, nelle fasi successive si impiegano invece diete carenti di questo elemento, a condizione che il tasso di emoglobina del sangue non scenda al di sotto del limite imposto dalla direttiva comunitaria (7,3 g di Hb/dl). La direttiva inoltre obbliga gli allevatori a utilizzare, per l alimentazione dei vitelli, anche alimenti fibrosi (in pratica trinciato di mais integrale disidratato, insilato di mais, granella di mais, mangimi pellettati, ecc.). Per ottenere le massime prestazioni dal vitello, bisogna fare in modo che assuma quantità crescenti di latte, pur sempre nel rispetto delle funzioni digestive. Nel corso della prima settimana la concentrazione del latte in polvere aumenta progressivamente fino ad arrivare al 9%, ovvero a un rapporto acqua-mangime di 11:1. Nei mesi successivi la composizione del latte evolve secondo lo schema: Giorni di allevamento % latte in polvere Acqua/mangime 7° >9% 11:1 30° 14% 6:1 H04_Bovini.indd 142 90° 16% 5:1 150° 19% 4:1 c ( 9 c b n p e e 9 p v n s s c c d q s fe tu a m p c d v n tu v z b fi 5/30/18 11:49 AM

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ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti