9.2 Baby-beef

ALIMENTAZIONE DEI BOVINI DA CARNE H 143 e il o o a el ti Esistono programmi alimentari definiti soft, destinati a vitelli di razze da latte (precoci) e altri detti hard per le razze a duplice attitudine (medio tardive) e da carne (tardive). ao a a ti ti e e 9.2 Baby-beef. L alimentazione differisce nella sostanza sia da quella del vitello a carne bianca, sia da quella del vitellone classico (pesante). Nella produzione del baby-beef, infatti, si fa ricorso a mangimi fibrosi che hanno costi relativamente contenuti e a sottoprodotti agroindustriali. Gli alimenti, di norma presentati sotto forma di pellet e messi a disposizione a volontà, hanno un tenore proteico che oscilla tra l 11 e il 15% in relazione al genotipo (più elevato nelle razze specializzate per la carne) e all età. ) o ti per il 65-70% su quello totale: ne discende l opportunità che una parte significativa degli alimenti venga prodotta in azienda. Il cereale più comunemente utilizzato nelle pianure irrigue è il mais, sia sotto forma di granella essiccata o di pastone sia, soprattutto, sotto forma di silomais. La pianta intera di mais trinciata e insilata infatti si conserva anche per lunghi periodi grazie a fermentazioni acide (lattico in particolare) in condizioni di anaerobiosi, senza che se ne modifichino nella sostanza le caratteristiche dietetiche e nutritive. Per avere un idea generale e sintetica delle tecniche alimentari adottate per la produzione del vitellone, nella Tabella 4.5 sono riportate schematicamente quelle più frequentemente seguite nel nostro Paese. Gli alimenti vengono generalmente TAB. 4.5 Principali tecniche alimentari per somministrati con la tecnica dell unibovini da carne destinati alla feed (piatto unico) a volontà (ad libiproduzione del vitellone pesante tum). A base di silomais integrato con: Per stimare i fabbisogni in relazione a. mangimi complementari al tipo di animale (razza precoce, inter- b. nucleo 1 cereali media e tardiva), al sesso, al peso cor- c. nucleo 1 polpe di bietola e/o pastazzi base di polpe di bietola insilate (polpe surporeo e all accrescimento giornaliero, A pressate) abbinate a: ci si può orientativamente riferire ai a. foraggi secchi (paglia o fieno) 1 mangimi complementari dati riportati nella Tabella 4.6. b. silomais 1 nucleo 1 cereali In generale, per vitelli di razze tardi- A base di mangimi abbinati a: ve vengono adottate razioni con livelli a. foraggi secchi (fieno e/o paglia) nutritivi tendenzialmente elevati per b. foraggi insilati tutta la durata del ciclo produttivo. Per Con sfruttamento di sottoprodotti vari vitelli di razze precoci, invece, si utilizzano razioni a livello nutritivo medio- Nota: il termine nucleo non è più previsto dalla normativa vigente anche se nella pratica è utilizzato per basso nella prima fase, ed elevato in indicare un mangime complementare proteico-mineralvitaminico. finissaggio (ultimi 100 kg). o a o- o eo i, s, a o- Razze Peso finale (kg) Consumo di latte in polvere (kg) Da latte 230 340 A duplice attitudine 280 380 9.3 Vitellone. Nella produzione del vitellone il costo dell alimentazione incide H04_Bovini.indd 143 H 5/30/18 11:49 AM

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti