13.4 Alimentazione in asciutta

- ALIMENTAZIONE DELLA VACCA DA LATTE H 149 13.4 Alimentazione in asciutta. La durata dell asciutta (periodo che va dall interruzione della lattazione al parto) si aggira mediamente intorno ai due mesi e copre pertanto un arco di tempo ristretto rispetto a quello produttivo (la lattazione ha una durata convenzionale di 305 giorni). Nonostante la breve durata, l alimentazione in asciutta assume un importanza fondamentale per il buon andamento produttivo, riproduttivo e sanitario nelle fasi successive al parto. Con la messa in asciutta i fabbisogni nutritivi si riducono fortemente e, se nella fase terminale della lattazione l apporto alimentare è risultato eccessivo, si corre il rischio che le bovine presentino uno stato d ingrassamento eccessivo (il Body Condition Score, BCS, dovrebbe essere compreso tra 3,5 e 4). Questo comporta problemi sanitari durante e dopo il parto che vanno evitati (sindrome della vacca grassa). Ne consegue che durante l asciutta la bovina non dovrebbe ingrassare, ma mantenere le riserve acquisite in precedenza, riserve che l animale utilizzerà nel post partum. In asciutta l aumento di peso delle bovine (fatte salve le primipare introdotte nel gruppo tre mesi prima del parto e ancora in accrescimento) dovrà essere legato soltanto allo sviluppo del vitello con gli annessi invogli. Per raggiungere tali obiettivi, nel caso in cui si pratichi l unifeed, la composizione della dieta sarà quella delle manze (Tab. 3.8) anche se, in teoria, dovrebbe essere leggermente meno energetica (0,7 UF/kg). In linea di massima una razione standard per bovine in asciutta può essere costituita da fieno (graminacee e/o prato polifita - primi tagli) a volontà, opportunamente integrato con mangimi complementari per asciutta. Per realizzare una buona asciutta è opportuno suddividere questo periodo in tre fasi di seguito descritte. 1. M essa in asciutta (8-10 giorni): foraggi grossolani e poveri (paglia compresa) ma sani. 2. F ase centrale dell asciutta (30-40 giorni): fieni di graminacee e/o polifiti opportunamente integrati con mangimi complementari per asciutta nella quantità di kg 1,5-2 capo giorno. 3. P reparazione al parto o steaming-up: da 1-2 settimane prima della data presunta del parto si aumenta la concentrazione energetica della dieta. H 13.5 Alimentazione nel periodo di transizione. Nell intero arco della vita produttiva della vacca da latte il momento di maggior coinvolgimento metabolico e di più elevato interesse nutrizionale si colloca nel periparto. Nelle 2-3 settimane che precedono il parto e in quelle che immediatamente lo seguono, la bovina subisce mutamenti endocrino-metabolici così profondi, da dover essere attentamente considerati per limitare i frequenti problemi produttivi, riproduttivi e sanitari che stanno alla base di eventuali ripetuti insuccessi tecnici ed economici. Quando le produzioni medie si avvicinano ai 10.000 litri per lattazione, le problematiche cui si è fatto cenno diventano assai frequenti: da una parte, infatti, le perdite di principi nutritivi con il latte sono imponenti, dall altra l animale, in preda a stress e a terremoti ormonali , riduce i consumi alimentari accentuando il gap che si crea tra apporti nutrizionali e fabbisogni. Il problema si pone appunto nei 10-15 giorni che precedono il parto e nelle 4-6 settimane che lo seguono. Il management e l alimentazione delle vacche in questa delicata fase di transizione dovranno prevenire e assecondare il comportamento fisiologico dell animale, per assicurare uno status metabolico tale da permettergli di esprimere le potenzialità H04_Bovini.indd 149 5/30/18 11:49 AM

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti