14. Allevamenti bufalini

H 156 ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE - BOVINI E BUFALI responsabilità. I deficit energetici nei primi 2-3 mesi dopo il parto provocano l atrofia degli ovuli in fase di maturazione, cosa che si traduce inevitabilmente in turbe della fertilità. Anche carenze vitaminiche e in particolare di vitamina A (retinolo), di vitamina E (tocoferoli) e, forse, di b-carotene (come tale e non solo come provitamina A), possono giustificare, in alcuni casi, turbe dell efficienza riproduttiva. opportuno precisare che la vitamina E, e soprattutto la A, aggiunte ai mangimi o fornite sotto forma di integratori, subiscono perdite rilevanti (dell ordine del 60-70%) a livello ruminale. Per questa ragione le forme protette sono da preferire in quanto assicurano all animale un approvvigionamento vitaminico superiore e più costante. Anche i minerali risultano assai importanti per il mantenimento di validi livelli di efficienza riproduttiva. Oltre all equilibrio tra anioni e cationi, una corretta nutrizione minerale, con particolare riferimento agli oligoelementi, assume importanza rilevante anche nei confronti della fertilità: il fatto che i minerali organici (chelati soprattutto) migliorino l efficienza riproduttiva, conferma indirettamente i ruoli degli oligoelementi sulla fertilità della vacca. H.4 14. Allevamenti bufalini In passato, la consistenza del patrimonio bufalino nel nostro Paese, era piuttosto limitata e il suo allevamento (76,96%) confinato in alcune province del Mezzogiorno (Salerno, Caserta, Frosinone, Foggia). Sotto la spinta di alcuni aspetti economici e di talune trasformazioni subite dall allevamento, c è stato un rilancio di questo animale e il numero totale dei capi dai 19.000 del 1956 è salito a 101.000 del 1986, fino ai 365.086 del 2010 con un aumento complessivo del 98% dei capi allevati anche al Nord e Centro Italia, in particolare in Lombardia, Marche ed Emilia-Romagna (Tab. 4.14). Infatti dalla fine del secolo scorso per questa specie si è verificato un rinnovato interesse e diverse aziende hanno iniziato la conversione da bovino a bufalino anche in zone non tradizionali. I fattori che hanno favorito l incremento dell allevamento bufalino sono: ottimo adattamento dei bufali all allevamento stallino o semibrado; prezzo del latte elevato, di gran lunga superiore rispetto a quello di vacca in rapporto al più alto contenuto in grasso del latte (7-8%) e alla maggiore resa in formaggio fresco (oltre il 20%); minori oneri rispetto all allevamento della vacca da latte, sia per una ridotta necessità di strutture per i ricoveri, sia per l alimentazione, la bufala è infatti un ottima trasformatrice di foraggi grossolani. TAB. 4.14 Consistenza dei capi di bufali in Italia Bufale Altri bufalini Totale bufali 2002 2010 2002 2010 2002 2010 Nord 7.911 12.073 1.297 6.905 9.208 18.978 Centro 34.310 44.292 5.746 25.874 40.056 70.166 Mezzogiorno 118.739 188.234 17.435 87.708 136.174 275.942 Totale 160.960 244.599 24.478 120.487 185.438 365.086 H04_Bovini.indd 156 5/30/18 11:49 AM 1 N a r d g c p m fu l 1 M c c T d la m a B C n n C g p d G s lu lu b C c d A la ta a d p P d d t

SEZIONE H
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ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti