14.2 Riproduzione

H 158 ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE - BOVINI E BUFALI Mammella. Ben conformata, distesa in avanti, di tessitura morbida, spugnosa, elastica, con pelle fine, untuosa e glabra, caudalmente ricca di pliche dopo la mungitura. Quarti regolari e armonicamente sviluppati. capezzoli piuttosto lunghi, ben distanziati, verticali, vene addominali grosse ad andamento sinuoso, con fontane ampie, vene mammarie ben rilevate e visibili. Secondo l Ufficio Tecnico Agrario della Federazione Italiana Consorzi Agrari i caratteri morfologici più salienti sono: peso vivo circa 5-6 q nei maschi adulti e da 3 a 3,5 q nelle femmine adulte, altezza al garrese rispettivamente di 1,43 m e di 1,35 m circa. 14.2 Riproduzione Un dato sicuro dell attività della sfera genitale è dato dalla stagionalità dei parti; in passato l 81% dei parti avveniva tra luglio e dicembre, quindi le condizioni più favorevoli per un estro fecondo si avevano da agosto a febbraio. Questo ritmo riproduttivo portava a una ridotta produzione di latte proprio nel periodo estivo quello cioè dove maggiore era la richiesta commerciale. Per annullare questo aspetto negativo è necessario attuare un sistema di destagionalizzazione dei parti, che però secondo molte ricerche determina un allungamento dell interparto. Il primo estro si manifesta a circa 30 mesi di età e, con una gestazione di circa 308-310 giorni, il primo parto si ha in media a circa 3 anni e mezzo. La durata dell estro è di circa 24 ore. In fecondazione naturale il toro può fecondare, in monta libera 20-25 bufale. L attività come riproduttore del toro inizia a 2 anni circa e termina a 4-5 anni. Anche per questa specie si sta diffondendo l uso della F.A. ed è stato istituito un centro per la raccolta e la conservazione del seme. Alla fine della gestazione la bufala partorisce tranquillamente all aperto. Il periodo di interparto ottimale è di 14-15 mesi, con una quota di rimonta del 10% circa che permette uno sfruttamento delle bufale fino a circa 20 anni di età. Nell allevamento tradizionale, dopo il colostro, il bufalotto assumeva il latte di 3 capezzoli nel 1° mese di età, di 2 nel 2° mese e di 1 capezzolo nel 3° mese. Attualmente dato il prezzo del latte, anche per questa specie si usa l allattamento artificiale. 14.3 Funzioni economiche 14.3.1 Attitudine per la produzione di latte. La crescita del mercato della mozzarella di bufala, prodotto che in alcune aree del paese è protetto dalla DOP, è stato il principale elemento che ha fatto crescere il numero di capi presenti in Italia. Per spiegare le peculiarità del latte di bufala ricorriamo all esperienza dei tecnici dell ANASB. Il latte di bufala ha sapore dolce e colore bianco opaco, dovuto all assenza di carotenoidi. Le principali differenze di natura chimica e chimico-fisica tra il latte bufalino e quello vaccino sono rappresentate dal contenuto in grasso e in proteine, caratteri, questi, fondamentali per la caseificazione. Essi risultano pari, rispettivamente all 8,3% e 4,3% nel latte bufalino e al 3,3% e 2,7% nel latte vaccino. Questi diversi valori contribuiscono senz altro alla tipicità del prodotto, grazie alla diversa consistenza che esso viene, alla fine, ad assumere e conferiscono inoltre una maggiore resa alla trasformazione. Infatti, con latte fresco di bufala con l 8,3% di grasso e il 4,3% di proteine si otterrebbe una resa media del 24,6%. Ossia dalla lavorazione di 100 kg di latte di bufala si ottengono oltre 24 kg di mozzarella, contro i 13 kg ottenuti mediamente da H04_Bovini.indd 158 5/30/18 11:49 AM 1 d z p 1 m v fr m n a

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti