H.5 EQUIDI

H 162 ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE - EQUIDI H.5 Equidi c La consistenza degli equini è progressivamente scesa dai 1.652.000 capi del 1952 a circa 400.000 capi negli anni 80, per stabilizzarsi successivamente sui 200.000 capi quando il cavallo è stato riscoperto, oltre che come animale atleta, anche come mezzo di locomozione per diporto grazie alla fioritura dei maneggi negli agriturismi per le passeggiate e per le vacanze a cavallo (trekking). Per quanto riguarda la carne di equide, la produzione italiana ha subito un andamento crescente dal 1989 al 1995 (da 15.000 a 22.000 t), per poi subire un improvvisa riduzione sui livelli precedenti (circa 14.000 t) fino al 2003; l importazione di animali si è mantenuta intorno alle 40.000 t con un picco a 49.000 t nel 2001 come probabile riflesso del problema BSE nei bovini, e una successiva drastica riduzione (28.000 tonn) nel 2003. Le varie regioni italiane non hanno mai avuto una caratterizzazione sulle tipologie di allevamento del cavallo, anche se in Italia settentrionale si allevavano principalmente cavalli utili per i lavori agricoli, mentre la Maremma toscana e laziale, le piane di Salerno, il Tavoliere della Puglia, la Sicilia e la Sardegna sono sempre state zone caratterizzate dall allevamento del cavallo e in particolare del cavallo da sella per l esercito, il c.d. tipo lanciere; l introduzione più o meno massiccia del PSI e del cavallo orientale, finalizzata alla produzione di soggetti nevrili, distinti, dotati di sangue, da un lato ha consentito un notevole miglioramento dei soggetti così ottenuti, dall altro ha fatto spesso perdere le caratteristiche peculiari alle varie razze. Per quanto riguarda la produzione della carne, i pochi allevamenti specializzati per questa attitudine sono situati nell Italia centrale. 1. Filogenesi della specie (cavallo) La filogenesi di questa specie equus caballus è incerta; Aparicio propone la seguente catena evolutiva. Pliocene superiore: Phenacodus primaevus. Condilartro americano pentadattile. Eocene inferiore: (fase caratterizzata da un continuo aumento della taglia) Eohippus. Perissodattilo con 4 dita negli arti anteriori e 3 in quelli posteriori, di taglia simile a un cane fox-terrier, Orohippus e Mesohippus con 3 dita in tutti gli arti, con il medio più sviluppato. Miocene: Parahippus. Da essa sono derivate una forma emigrata in Europa e in Asia, con le dita laterali ben sviluppate, l altra emigrata nel Nord America, con le dita laterali quasi completamente atrofiche. Merychippus. Taglia simile al pony, con le dita laterali ridottissime. Pliocene superiore: delle circa 20 forme derivate dalle precedenti si ha l Hipparium, con 3 dita in tutti gli arti, delle quali 2 molto corte, e il Pliohippus, di taglia più elevata con le dita laterali atrofiche e denti molari simili a quelli del cavallo attuale. Era quaternaria: Equus caballus. Forma attuale derivata dalla precedente. Il capostipite dei cavalli europei e asiatici sarebbe stato l Equus gmelini, di quelli dell Asia l Equus ferus e di quelli europei l Equus woldrichi. H.5 2. Etnografia Per la classificazione delle razze si fa riferimento a: a. taglia o mole: razze eumetriche, ipometriche ed ellipometriche; b. p rofilo della testa e della linea dorso-lombare: convessilineo-rettilineo od ortoideconcavilineo o celoide; H05_Equidi.indd 162 5/30/18 11:52 AM r 2 2 p d d c t s a fi q m a c d z p a s s c d s 2 d u R è r c d d p p

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti