2.1 Razze di tipo dolicomorfo

a pi o e o e uoe o i a el ogo e z- e e o a, ea ù li e- ETNOGRAFIA H 163 c. tipo morfologico: dolicomorfo, brachimorfo e mesomorfo si differenziano sulla base degli indici zoometrici (®Zoognostica) che manifestano caratteristiche attitudinali diverse: 1. da corsa piana al galoppo, piana con ostacoli, al trotto, da sella (tipo dolicomorfo); 2. da tiro leggero e agricolo (tipo mesomorfo); 3. da tiro pesante lento e pesante rapido (tipo brachimorfo). una specie molto duttile che ha dato origine a moltissime razze; in Italia si hanno razze autoctone e razze di origine straniera allevate e selezionate nel nostro Paese. 2.1 Razze di tipo dolicomorfo 2.1.1 Purosangue Arabo. Il Purosangue Arabo (PSA) trova la culla d origine nella penisola arabica presso le tribù beduine. Il continuo movimento delle tribù ai margini del deserto, in ambienti duri e difficili, ha fatto del cavallo un elemento determinante della potenza del beduino. La diffusione dell Islam ha portato con sé quella del PSA. Utilizzato in purezza e come incrociante, si diffonde in tutto il mondo per sfruttarne la velocità e soprattutto le doti di resistenza: veloce, armonico, elegante e vivace, di ottimo fondo, atto al servizio di sella, espleta bene anche il tiro leggero. Dotato di grande resistenza, grazie al suo particolare metabolismo, dà il meglio di sé in gare di endurance su distanze fino a 160 km. Morfologicamente si presenta con testa eccezionalmente espressiva, piccola, leggera, quadrata, con fronte piana, profilo rettilineo o leggermente concavo, narici larghe e mobili, orecchie mobili, corte e ben distanziate alla base, occhi grandi a fior di testa, arcate sopraorbitarie sporgenti; collo leggero, lungo, muscoloso, lievemente arcuato con criniera abbondante e crini fini; garrese alto, asciutto, spostato all indietro; regione dorso-lombare corta (17 vertebre dorsali e 5 lombari, anziché 18 e 6), robusta e orizzontale; groppa di giusta lunghezza, muscolosa, orizzontale; coda attaccata alta, ben portata con crini lunghi e fini; petto ampio e muscoloso; torace largo; ventre retratto; arti di media lunghezza con scheletro compatto, non voluminoso, articolazioni larghe, spesse e robuste, tendini ben distaccati, piedi piccoli ben conformati con unghia resistente; appiombi perfetti; mantello prevalentemente grigio pomellato con estremità di colore più scuro o grigio chiaro; peli della criniera e della coda generalmente più scuri di quelli del mantello; meno frequenti sono gli altri mantelli, il pezzato è escluso; pelle sottile di colore ardesia; altezza al garrese 1,45-1,55 m, peso 350-450 kg. H 2.1.2 Berbero. Diffuso in Europa nel XVI secolo, veniva allevato dalle popolazioni nomadi. Accanto al tipo originale derivato dall Equus africanus (Libycus, Mauretanus), esiste un Berbero migliorato con incroci continuati con l Arabo e il PSI (Purosangue Inglese). Razza in forte contrazione, di tipo meso-dolicomorfo, rispetto al PSA il cavallo berbero è caratterizzato da: testa più lunga, pesante, con profilo leggermente montonino; garrese rilevato; groppa leggermente obliqua e angolosa; arti robusti più lunghi; piedi piccoli con zoccoli resistenti; mantello in prevalenza grigio; altezza al garrese 1,45-1,55 m; di ottimo fondo, nevrile, energico e resistente alla fatica. Il cavallo orientale in generale è stato impiegato per il miglioramento e la creazione del PSI e di molte altre razze cavalline europee e americane. In Italia è stato utilizzato per il miglioramento del cavallo siciliano, sardo, salernitano e maremmano, ma anche per l Avelignese. H05_Equidi.indd 163 5/30/18 11:52 AM

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti