2.3.2 Belga

r n a o; on ti a nel e e. ctà io o o o eo; a di o e a ri di di zio ETNOGRAFIA H 169 2.3.2 Belga. Deriva dall Equus Caballus Belgicus. Si distinguono tre varietà sviluppate in diverse zone: 1. Brabantino o Belga da tiro pesante lento allevato nel Brabante, di grande mole; 2. tipo medio Belga o postiere, di medio sviluppo; 3. tipo Ardennese o piccolo Belga, allevato negli altipiani delle Ardenne. Il Brabantino è di temperamento calmo, di costituzione linfatica, ottimo per il tiro pesante lento. Forte e muscoloso, è capace di trainare carichi rilevanti. Caratteri morfologici: altezza al garrese 1,60-1,70 m e 800-1.000 kg di p.v. il grande, 1,60-1,65 m e 600-800 kg il medio, 150-160 cm e 500-600 kg il piccolo; testa grossa, pesante, carica di ganasce, orecchie piccole, profilo leggermente camuso con ciuffo abbondante; collo corto, con profilo convesso, muscoloso e con criniera lunga, folta e doppia; garrese largo e basso; dorso lungo e largo; reni brevi e larghe; groppa leggermente inclinata; dorso, lombi e groppa doppi; petto ampio e muscoloso; torace alto, profondo e largo; arti robusti con braccio, avambraccio e gamba muscolosi; zoccoli larghi con unghia tenera; appiombi non sempre perfetti; mantello prevalente sauro, più o meno slavato. 2.3.3 Bretone. Deriva da incroci fra cavalle indigene della Bretagna e stalloni orientali, PSI, Percheronne e soprattutto Hackney. Ne esistono due tipi che differiscono in rapporto alla mole: 1. tiro pesante (900-950 kg, 1,57-1,60 m di altezza al garrese); 2. postiere Breton (700-800 kg). Di conformazione raccolta e armonica, presenta: testa di giusta lunghezza con fronte larga, profilo rettilineo o leggermente concavo; collo muscoloso, grande ma elegante con criniera abbondante; petto ampio e muscoloso; garrese lungo con dorso e lombi larghi e muscolosi; groppa larga, muscolosa e obliqua; torace largo e profondo. Dotato di gran fondo, ottima andatura e resistenza, in Italia viene impiegato come stallone miglioratore per i cavalli di tipo meso e brachimorfo; i mantelli più frequenti sono sauro e ubero. 2.3.4 Clydesdale. Ottenuto utilizzando sangue della razza Frisona e della Fiamminga, rustico e robusto, è un ottimo cavallo da tiro ed è il più grande competitore dello Shire Horse. Per le sue doti è stato esportato negli Stati Uniti, in Sudafrica, in Nuova Zelanda, ecc. L altezza al garrese è di 1,64-1,73 m negli stalloni e 1,63-1,65 m nelle cavalle; mantelli predominanti sono il baio e il morello, rari sono il sauro e il roano; la testa nobile, con fronte ampia, piana; profilo del naso convesso; collo lungo e robusto; garrese marcato; treno anteriore più alto del posteriore; spalla obliqua e muscolosa; tronco corto; groppa larga, lunga e muscolosa; arti robusti con ciuffi di peli nella parte posteriore degli stinchi. Presenta talvolta balzane, lista completa con bella faccia e liscio fra le nari. Il peso vivo oscilla tra 700 e 1.000 kg. 2.3.5 Norico. Conosciuto anche come Noriker, viene allevato in Tirolo, Stiria, Carinzia, ma anche in Germania e Svizzera. Atto per i lavori agricoli e per il tiro pesante, pure in località impervie e montuose, è alto 1,60-1,65 m, ha la testa corta e larga con un profilo rettilineo; collo muscoloso e lungo; garrese poco rilevato; dorso leggermente insellato; groppa larga e doppia; coda con crini lunghi e folti; petto largo e muscoloso; torace largo e lungo; arti leggermente lunghi e piedi con unghia resistente; mantello prevalentemente baio talora pezzato e macchiato. H05_Equidi.indd 169 H 5/30/18 11:52 AM

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti