3.3 Gestazione e parto

H 176 ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE - EQUIDI Una volta accertato il calore, generalmente 4-8 giorni dopo il parto, se la femmina legata al travaglio manifesta un atteggiamento idoneo all accettazione del maschio, l uomo addetto provvede a far effettuare il salto, mettendo in atto le norme necessarie sia durante sia dopo l avvenuto accoppiamento. regola generale che la cavalla sia coperta durante il periodo dello stesso calore, al terzo, al quinto e, se necessario, al settimo giorno del calore; naturalmente questa prassi può essere effettuata anche nel caso di inseminazione artificiale. Per un razionale regime sessuale, uno stallone non dovrà coprire, pur variando in rapporto all età e alla razza, più di 40-60 fattrici nella prima stagione di impiego, e fino ad 80-100-120 negli anni successivi; gli stalloni dei PSI e PSA generalmente coprono non più di 35-40 cavalle. L asino stallone inizia la carriera di riproduttore verso i 2,5-3 anni, limitando nel primo anno di servizio il numero dei salti, aumentandolo nei successivi fino a 3-4 al giorno e alternando con brevi periodi di riposo quelli d impiego. L inseminazione artificiale è ormai ampiamente utilizzata anche in queste specie, tranne che nel PSI, sia con seme fresco che congelato, ottenendo ottimi risultati dal punto di vista zootecnico e sanitario. Se l individuazione del calore è stata corretta, si può avere un tasso di concepimento anche del 90%, simile quindi a quello ottenibile con la monta naturale in libertà. La tecnica di raccolta è simile a quella impiegata per i bovini: lo sperma, raccolto in una vagina artificiale, viene raffreddato fino a 25 °C e quindi diluito; può poi essere utilizzato immediatamente o conservato a 3-5 °C per 24 ore e quindi impiegato per la fecondazione utilizzando dosi di 20-30 cc. d e g v s a b 3.3 Gestazione e parto. La durata media della gestazione nella cavalla è di 340-345 giorni; nell asina di circa 380 giorni (®Ostetricia); il parto generalmente è spontaneo e, soprattutto nella cavalla, avviene nelle ore notturne. 3.4 Alimentazione e allevamento. Gli equini sono erbivori monogastrici con stomaco di capacità ridotta (15 litri circa), cieco e grosso colon di grandi dimensioni. Come nel rumine dei bovini, in questo distretto si ha la fermentazione di una parte degli alimenti, in particolare della cellulosa, per opera di microrganismi. Dato che il cieco si trova a valle del duodeno, sede principale dell assorbimento dei principi nutritivi, gli equini non utilizzano le proteine di origine batterica per cui bisogna prestare attenzione nella formulazione delle razioni valutando non solo la qualità delle proteine, ma anche l opportunità di integrare la razione con vitamine idrosolubili (gruppo B, vitamina K). H05_Equidi.indd 176 m d c s q n o 3 m d l c m N d p p m FIG. 5.1 Schema dell apparato digerente degli equidi. 5/30/18 11:52 AM

SEZIONE H
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ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti