3.4.1 Alimentazione e allevamento del puledro

a de e el e o o n i, o e, al si e n e a 5 o TECNICA DI ALLEVAMENTO DEGLI EQUINI H 177 La razione giornaliera deve comprendere la quota di mantenimento e quella di produzione che, per un animale motore come il cavallo, devono soddisfare i fabbisogni energetici per il lavoro. Anche per gli equini, in particolare per il cavallo atleta che presenta fabbisogni energetici molto elevati, esiste il problema del rapporto foraggi concentrati, per cui si dovrà prestare attenzione alla scelta degli alimenti; la dose giornaliera è composta dalle seguenti razioni. a. R azione di base: fieno di prato, di graminacee o polifita, di leguminose (trifoglio, medica); paglia di frumento, di avena e orzo; erbe di prato e di leguminose; bietole da foraggio o zuccherine e carote. Da alcuni anni si va diffondendo anche in Italia l uso degli insilati (mais, sorgo) e di fieno silo (ottenuto soprattutto da prati polifiti), da tempo utilizzati nel Nord Europa. b. R azione di lavoro: avena, orzo, mais, fava, carruba, ecc., utilizzati come alimenti sem- plici sotto forma di semi interi, schiacciati e fioccati, o uniti con cruscami, soia, ecc., opportunamente integrati con minerali e vitamine a formare un mangime completo che viene per lo più fornito sotto forma di pellettato, per contenere la polverosità che potrebbe indurre problemi all apparato respiratorio. Oggi molte ditte mangimistiche forniscono miscele di schiacciati (avena, orzo, mais, carruba, fava) e pellettati (contenenti le altre materie prime necessarie al completamento della razione) che tuttavia tendono a demiscelarsi perdendo Fattori che influenzano la capacità TAB. 5.3 il pregio principale del mangime, di ingestione che consiste nel fornire correttaTipo di alimento Natura e qualità dell alimento mente tutti gli apporti, anche nella minima quantità ingerita. Tempo a disposizione per il pasto Quantità a disposizione La capacità di ingestione degli aliAcqua a disposizione menti e, in particolare, dei foraggi Management Stato di salute dipende da diversi fattori (Tab. 5.3) Parassitosi gastrointestinali che possono agire in maniera poCondizioni della tavola dentaria Stato riproduttivo sitiva (viene assunta una maggiore quantità di fieno di foglioso di buoAmbiente Ambiente Temperatura na qualità rispetto a una di paglia) Umidità o negativa (stato di salute precario). H 3.4.1 Alimentazione e allevamento del puledro. In generale, il puledro si alza e si muove entro 15-20 minuti dalla nascita e tenta di succhiare il latte; talvolta la giumenta di 1° parto o molto sensibile e irritabile non permette al puledro di allattarsi, per cui l allevatore deve essere presente al momento del parto, convincendo eventualmente la cavalla a farsi avvicinare dal redo e ad allattarlo, accertandosi anche che il puledro assuma precocemente il colostro e che la cavalla abbia una produzione di latte sufficiente. Nelle prime 12 ore di vita un puledro sano di razza leggera deve assumere almeno 3/5 litri di colostro. Le immunoglobuline si concentrano nella mammella negli ultimi 15 giorni prima del parto con una loro contemporanea riduzione nel plasma sanguigno e 15 ore dopo il parto il livello immunoglobulare nel colostro si è ridotto al 10-20%. La copertura immunitaria da colostro può mancare per parto prematuro, suzione ritardata del colostro, H05_Equidi.indd 177 5/30/18 11:52 AM

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti