3.4.2 Valutazione della lana

e a a e à, a o o n- ondi n a aa e Tali fattori influenzano le caratteristiche qualitative del vello. La valutazione della lana, strettamente correlata alle sue Testa 7 caratteristiche chimiche, avviene attraGola verso la stima di una serie di parametri fisici che ne esprimono la qualità. Pettorale a. Finezza: rappresenta lo spessore meBassa Coppa dio dei filamenti, dal quale dipende spalla 7 il grado di filabilità e su di essa sono Spalla stati costituiti i più importanti sistemi 1 di classificazione mondiali, quali il sistema inglese o Bradford, il francese, il tedesco e l americano. il principale Schiena parametro di valutazione economica 5 Fianco la cui importanza riveste un incidenza 2 che varia tra il 65 e l 80%. In relazione alla finezza le lane vengono classificate nelle seguenti categorie: Alta coscia 1. tessili: densità delle fibre di 502 Coscia 70 per mm di superficie cutanea, Bassa 4 diametro inferiore a 25 m, classe di coscia Gamba 6 qualità maggiore di 60 s (sistema Coda 7 7 Bradford ); 2. croisée: gruppo eterogeneo con finezza molto variabile, dai 25 ai 30 m FIG. 6.2 Qualità della lana in relazione alla regione zoognostica di e oltre, classe di qualità da 44 a 58 s; provenienza. L ordine numerico progressivo indica regioni da maggiore a minor valore. 3. da materasso: lana più grossolana 1) spalla; 2) fianco e sottospalla; 3) parti laterali della schiena; 4) cosce e ventre; 5) schiena; 6) collo e bassa coscia; 7) testa, coppa, coda, con qualità inferiore a 42 s. estremità delle gambe. b. Increspature: espresse dal numero per cm, variano da 13 nelle migliori lane merine tessili a 2 in quelle grossolane. c. Lunghezza: dai 7-14 cm nelle lane da lavoro, dai 15 ai 40 cm in quelle da materasso. d. Elasticità: misura l allungamento del filo; più semplicemente stingendo nel pugno un ciuffo di lana si può valutare il tempo impiegato a riacquisire il suo volume originario. Altri parametri qualitativi, importanti ai fini tecnologici, sono l igroscopicità, il colore e la feltrabilità. Tutti i suddetti parametri partecipano in misura più o meno importante alla formazione di un giudizio di qualità e, quindi, di un prezzo. Gamba 7 el e a nn n vni e di el si o r oa H 205 Ventre 4 li e oi ALLEVAMENTO H 3.5 Produzione del latte. L Italia vanta un patrimonio ovino di razze da latte considerato tra i più pregevoli al mondo e si caratterizza per una produzione di latte che raggiunge le 850.000 t, di cui circa il 77% destinato alla caseificazione (la restante parte è destinata all allevamento degli agnelli). Con tale produzione l Italia rappresenta il secondo produttore mondiale dopo la Cina e il primo in Europa, seguita da Grecia, Spagna, Francia e Portogallo. H06_Ovini.indd 205 5/30/18 11:56 AM

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti