SEZIONE H

uo iri ei ) o a n o, a li e o o ALLEVAMENTO H 207 intensivo, è principalmente TAB. 6.3 Produzione lattea di alcune razze ovine nazionali ottenuta in Sardegna (60%), allevate in ambiente marginale della Murgia Lazio (11%), Sicilia (9%) barese e con minori quantitativi Razze in Puglia (3%) e Basilicata (3%). La variabilità piuttoAltamurana Comisana Gentile Leccese sto ampia della composizioDurata lattazione gg 121,8B 173,5Aa 110,5B 156,7Ab ne chimica del latte dipen0-30 gg kg 20,16C 36,67A 20,35C 30,14B de da due ordini di fattori: 0-40 gg kg 27,87C 48,85A 27,12C 40,56B endogeni: la razza, l in0-60 gg kg 38,93C 69,36A 39,06C 56,52B dividuo, l epoca di parto, C A C 0-fine kg 63,22 128,74 56,04 94,37B il periodo di lattazione, B A C 61-160 gg kg 36,09 53,26 30,64 39,11B lo stato sanitario dell aniCa A Cb 61-fine kg 24,28 59,37 16,99 37,95B male, in modo particolare A, B, C P , 0,01; a, b: P , 0,05 (Ragni et al., 2001). riferito all apparato mammario; esogeni: l alimentazione, l ambiente e la tecnica di allevamento. L interazione tra tali componenti rende difficile l attribuzione di una quota di variabilità a uno solo dei fattori sopra elencati; è quindi necessario un attento controllo di tutte le fasi dell allevamento per la produzione di un latte di qualità, criterio produttivo di primaria importanza sia per le caratteristiche tecnologiche e la resa dei formaggi, sia per le loro proprietà fisico-chimiche inscindibilmente connesse alle proprietà organolettiche. Particolare attenzione va anche attribuita allo stato sanitario della mammella, che in condizioni normali è riscontrabile con un contenuto di cellule somatiche nel latte compreso tra 150-200.000 unità/ml, mentre da 200.000 a 500.000 unità/ml si evidenzia la presenza di uno stato infiammatorio della mammella. Da considerare sono le variazioni che intervengono tra il latte delle varie razze, il latte di singolo animale e il latte di massa. A questo proposito le razze più rustiche hanno una soglia fisiologica di 500.000/ml, mentre nelle razze a più elevata produttività questo valore aumenta fino a 1.000.000/ ml. Il singolo animale, in assenza di processi patologici, emette 250-300.000/ml, mentre nel latte di massa si rilevano valori medi di 500.000-600.000 cellule/ml. Con mastiti acute conclamate i valori si elevano notevolmente fino a raggiungere qualche milione di cellule. A causa della mancanza di uniformità di valori medi rilevabili nelle varie nazioni europee e nelle varie regioni italiane, le normative comunitarie e italiane non hanno fissato un limite per il contenuto di cellule nel latte ovino. Inoltre, le condizioni microbiologiche del latte, determinate dalle condizioni igieniche di tutte le fasi della filiera produttiva, sono regolamentate dalle direttive 92/46, 94/71 e dal d.P.R. n. 54 del 14 gennaio 1997, che stabiliscono le caratteristiche del latte crudo ovino o caprino destinato alla fabbricazione di prodotti: a base di latte senza alcun trattamento termico, a 30 °C meno di 500.000 germi/ml*; a base di latte sottoposti a trattamento termico, a 30 °C meno di 1.500.000 germi/ml*. H *media geometrica su due mesi con due prelievi al mese H06_Ovini.indd 207 5/30/18 11:56 AM

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti