H.7 CAPRINI

H 210 ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE - CAPRINI H.7 Caprini b 1. Capra c 1.1 Caratteri zoologici. La capra (Capra hircus hircus) sarebbe stata addomesticata tra l VIII e il X millennio a.C. in Iran, Siria e Palestina e avrebbe avuto origine da una delle seguenti specie selvatiche: Capra falconieri Wagner, che vive nel Kashmir e ha corna a spirale e pelo molto lungo; Capra hircus aegagrus Erxleben, presente ancora oggi in Italia nell isola di Montecristo e ha corna lunghe e a sciabola; Capra prisca Adametz dell Europa meridionale e ha corna normali. La capra domestica è un ruminante minore dell ordine degli Ungulati, sottordine Artiodattili, famiglia Cavicorni, genere Ovis, sottogenere Capra, simile per caratteri anatomici alla pecora. La capra è un quadrupede di altezza variabile da 60 a 100 cm, con la testa allungata a profilo rettilineo e a volte convessilineo o concavilineo, munita talora di corna di media lunghezza e aventi forma, direzione e aspetto diverso. Occhio grande e vivace. Le orecchie, a seconda delle razze, possono essere corte o medie, diritte e rivolte per lo più in alto e lateralmente; in alcune razze sono più lunghe, grandi e pendenti. Il mento è provvisto di una barba formata da peli lunghi e rigidi più presenti nel maschio adulto. Collo lungo ed esile nelle femmine di razze fini. Il petto è stretto e poco profondo, la spalla piatta e piccola, la groppa corta e inclinata, la coda corta e rialzata, la coscia lunga e sottile, gli arti agili e gracilissimi che terminano con una biforcazione a formare gli zoccoli detti unghioni, il corpo stretto con dorso tagliente. Pelle sottile e pieghevole, provvista di ghiandole, il cui secreto determina il caratteristico odore ircino, soprattutto nel maschio e nel periodo riproduttivo. Le mammelle, in numero di due corpi ghiandolari, sono particolarmente sviluppate in alcune razze; poste tra le cosce e di forma emisferica sono divise da un solco mediano e provviste di capezzoli divergenti in avanti. Il mantello dei caprini, anche se prende il nome di vello , è costituito da peli piuttosto ruvidi e grossolani di diversa lunghezza secondo la razza di appartenenza. Vi sono due razze caprine, la Kashmir (Tibet) e l Angora (Asia minore), che presentano un vello particolarmente ricercato per la fabbricazione di stoffe pregevolissime. Il colore del mantello può essere: uniforme (bianco, bianco rosato, bianco giallastro, rosso chiaro, bruno o scamosciato, marrone scuro, nero), pezzato nero e variabile. La stima dell età dei caprini avviene attraverso l esame della dentatura e ripete in gran parte quella degli ovini, anche se i caprini mostrano una maggiore precocità. 1.2 Razze e popolazioni caprine. Nel mondo si distinguono tre gruppi di razze caprine domestiche, con caratteri ben differenziati: Europee o Alpine, Asiatiche, Africane o Mediterranee. a. R azze Europee o Alpine: hanno taglia variabile, presentano fronte larga e corna di media dimensione, per lo più rivolte all indietro o assenti in ambo i sessi, di cui fanno parte tutte le capre che popolano le Alpi e una parte della penisola italiana. H07_Caprini.indd 210 5/30/18 11:57 AM z r 1 M e s e la a Io e e p d G b a d c c to S a g c a d p G a m o a n d O e e

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti