1.3.1 Produzione di latte

o o o ). ti a a. e al o i, ea di ti o di o, n à e o, uma i, o n e- a n CAPRA H 213 questi ultimi anni l allevamento caprino, anche se rimane pur sempre legato all ambiente, sta ottenendo una meritata rivalutazione, trasformandosi in allevamento intensivo più idoneo a garantire un miglior reddito agli allevatori. Nell allevamento intensivo si utilizzano razze caprine specializzate prevalentemente nella produzione del latte, la cui selezione si prefigge di valorizzare soprattutto tale attitudine sia sotto il profilo quantitativo sia sotto quello qualitativo, ma anche di migliorare i parametri riproduttivi. Inoltre, l allevamento intensivo nella specie caprina potrebbe essere paragonato a quello realizzato in altre specie da reddito, se venissero applicate le più moderne soluzioni edilizie, di conduzione aziendale, di selezione genetica, di alimentazione e di gestione sulla riproduzione programmata. Il sistema di allevamento più diffuso è quello semi-intensivo che sfrutta sostanzialmente il pascolo, ma prevede l integrazione alimentare con foraggi e mangimi. Nei riguardi dell alimentazione al pascolo, la capra esercita un azione selettiva preferendo le specie vegetali più appetite, più ricche di proteine e meno fibrose; sulle medesime, inoltre, pratica una scelta progressiva verso le foglie, i fiori e i germogli e, in mancanza di buone essenze pabulari, si nutre anche di erbe poco nutritive, di foglie secche, di cortecce e quant altro. Le capre alimentate in stalla richiedono un ampia variabilità di alimenti, ma nello stesso tempo prediligono le leguminose tanto da determinare sostanziali differenze tra gli alimenti somministrati e quelli ingeriti; per tale motivo sarebbe opportuno utilizzare razioni unifeed (piatto unico), onde evitare la scelta degli alimenti e l ingestione di un eccesso di azoto che potrebbe influire negativamente sulla maggiore presenza di urea nel latte. H 1.3.1 Produzione di latte. La capra TAB. 7.1 Composizione chimica del latte presenta un elevato potenziale prodi capra e di vacca duttivo e possiede notevoli capacità Capra Vacca di trasformazione degli alimenti gros3,50 4,20 Lipidi solani in latte, grazie alla più elevata 3,60 3,50 Protidi microflora ruminale che ne migliora 4,90 4,40 Lattosio la digeribilità. 0,90 0,75 Ceneri 12,70 12,80 Sostanza secca Il latte caprino possiede un conte5,20 8,70 NPN nuto di sostanza secca con caratteri38,70 41,10 Acidi grassi . C18 stiche simili a quelle di latte vaccino, ma è dotato di pregi sostanzialmente superiori per la maggiore presenza di albumina, vitamina A e di alcuni minerali, oltre a essere più facilmente digeribile grazie alle minori dimensioni dei globuli di grasso; è consigliato per l alimentazione dei bambini e per le persone allergiche alla a-caseina S1, proteina presente nel latte bovino e assente invece nel latte di capra. Il latte di capra è ancora poco destinato al consumo alimentare diretto, ma è principalmente utilizzato per la trasformazione casearia nella produzione di formaggi tipici e tradizionali di particolare pregio. Il latte di capra è sottoposto a fermentazione con un lievito speciale al fine di ottenere una bevanda gasata e acidula, il kefir, molto gradevole e idonea per taluni disturbi gastro-intestinali. H07_Caprini.indd 213 5/30/18 11:57 AM

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti