H.10 CUNICOLI

PRODUZIONE E CONSUMI DELLA CARNE DI CONIGLIO H 279 H.10 Cunicoli 1. Produzione e consumi della carne di coniglio Ogni anno si macellano nel mondo più di 1,2 miliardi di conigli (FAOSTAT, 2012). La Cina è il maggior produttore con più di 462 milioni di conigli, ovvero il 40% dei volumi mondiali e, nell ultimo decennio, ha fatto registrare un aumento vertiginoso nella produzione di carne di coniglio (più 26% dal 2001). L UE a 27 Paesi pesa per il 28% della produzione mondiale, con più di 340 milioni di capi all anno (FAOSTAT, 2012) e i conigli rappresentano la seconda specie più allevata in Europa, specialmente in Italia, Francia e Spagna. A seconda delle fonti (FAOSTAT, Eurostat e statistiche nazionali), le rilevazioni sul numero di conigli macellati ogni anno sono molto diverse ed è possibile che la produzione francese e quella spagnola siano sottostimate. Nel 2011, la Cina ha esportato circa 9.000 t di carne di coniglio, la Francia 6.000, mentre il Belgio ha importato la stessa quantità e il Regno Unito solo 97 t (FAOSTAT, 2011). I dati sul trasporto di animali vivi indicano che la Francia ha importato 495.000 e la Repubblica Ceca 518.000 capi vivi (tra conigli e lepri) (FAOSTAT, 2011). In Italia, la più elevata concentrazione produttiva, così come gli allevamenti di dimensioni più elevate (500-1.000 fattrici), si collocano al Nord (Veneto, Lombardia, EmiliaRomagna e Piemonte), mentre nelle zone centrali e a Sud si ritrovano realtà produttive di minore capacità (100-500 fattrici). Oltre a questo aspetto, risulta interessante rilevare come le caratteristiche del prodotto commercializzato a livello del territorio nazionale siano sensibilmente differenti andando da nord a sud, con una generale tendenza a prediligere carcasse di peso superiore nelle Regioni del Nord (Tab. 10.1). I consumi nazionali pro capite di carne di coniglio ammontano a circa 4 kg/anno. Dal punto di vista nutrizionale, le carni di coniglio presentano caratteristiche molto favorevoli (Tab. 10.2) e in linea con i moderni regimi alimentari. In particolare, queste carni sono caratterizzate da una ridotta percentuale di lipidi e colesterolo, da un basso valore energetico e da un elevata quota proteica. Inoltre, nella carcassa del coniglio la maggior parte del grasso è localizzato in zone di accumulo facilmente asportabili al momento della preparazione e consumo, mentre il tessuto muscolare presenta una modestissima infiltrazione adiposa. Infine, la composizione in acidi grassi risulta in TAB. 10.1 Peso di macellazione e peso della carcassa di conigli prodotti in diverse Regioni italiane Peso vivo Peso carcassa (kg) (kg) Campania Regioni del centro Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna Piemonte Veneto H10_Coniglicoltura.indd 279 1,8-2,0 2,4-2,5 2,5-2,6 2,8-3,0 2,5-2,6 1,0-1,2 1,4-1,5 1,4-1,5 1,6-1,8 1,4-1,5 TAB. 10.2 H Composizione chimica (per 100 g di parte edibile) delle carni di coniglio Acqua (%) Lipidi (%) Proteine (%) Sali minerali (%) Energia (kcal) Lombo Coscia % % 75,0 1,4 22,4 1,2 144 73,5 3,7 21,3 1,3 159 5/30/18 12:10 PM

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti