1.1.1 Produzione di uova

hi zi o, e ei hi e; a ia ) o o n oezi ee2 , o o ti a i- STRUZZO H 305 Le fasi di allevamento per i riproduttori sono sostanzialmente le stesse. I riproduttori vengono poi mantenuti a finissaggio fino al raggiungimento della maturità sessuale (3 anni per le femmine, 4 per i maschi). 1.1.1 Produzione di uova. La quantità di uova prodotte da una femmina è troppo esigua per poterne ricavare un profitto commerciale, anche se le uova sono molto pregiate e belle, e la quantità di tuorlo ed albume ingente (e di ottima qualità). L uovo di struzzo è infatti il più grande in assoluto e corrisponde all incirca al contenuto di 25 uova di galline ovaiole. I risultati raggiungibili dovrebbero essere di almeno 50 uova deposte per femmina riproduttrice. I gusci delle uova non fertili possono essere destinati al commercio: quelli utilizzati sono quelli delle uova chiare non fecondate che vengono svuotate, in quanto quelle schiuse sono praticamente inutilizzabili. Il loro uso è legato principalmente all artigianato locale dei piccoli mercati di nicchia per decorazioni, soprammobili, ecc. 1.1.2 Allevamento dei pulcini. Un pulcino di struzzo, alla nascita, pesa tra 1 e 1,2 kg. L allevamento viene effettuato in pulcinaie con eventuale presenza di madri artificiali. Le pulcinaie sono strutture generalmente molto semplici con pavimento in grigliato o in cemento, leggermente inclinato verso canaline di scolo presenti lungo i bordi. Esse di regola possiedono un apertura che dà accesso ad un parchetto esterno. Modalità di allevamento dei pulcini. Quando i pulcini vengono allevati al chiuso, la temperatura sotto le madri artificiali dovrà essere gradualmente ridotta: essa è di 30°C alla prima settimana, 28°C alla seconda, 26°C alla terza, 24°C alla quarta. La densità di allevamento dovrà essere di 10 pulcini/m negli spazi chiusi e 4 pulcini/m in quelli aperti durante le prime 2 settimane, per poi scendere a 5 pulcini/m negli spazi chiusi e 2 pulcini/m in quelli aperti, dopo la seconda settimana. Il pavimento della pulcinaia potrà essere ricoperto da uno strato di gomma, purché non troppo scivoloso. Le mangiatoie e gli abbeveratoi vanno collocati nella parte coperta della pulcinaia. Le fasi di allevamento successive si svolgono all aperto, su terreno, in aree recintate di forma rettangolare. I pali delle recinzioni devono essere collocati in modo da sporgere all esterno dell area di allevamento. Gli struzzi, infatti, passano parte del tempo correndo ad ali spiegate lungo il perimetro dei recinti e la presenza di eventuali sporgenze potrebbe arrecare danni fisici agli animali. Le reti non devono toccare il terreno ma devono distanziarsene di almeno 30-40 cm (in funzione delle dimensioni degli animali) in modo da fornire una via di fuga a chi gestisce gli struzzi. Bisogna infatti ricordare che gli struzzi non hanno un carattere facile e docile e spesso manifestano aggressività nei confronti degli intrusi o dei disturbatori, degli allevatori e degli addetti al recinto. Mangiatoie e abbeveratoi vanno collocati sotto una tettoia lungo uno dei lati del recinto. Tra recinti contigui bisogna prevedere corridoi di servizio. H Densità di allevamento. Fino all età di 60 giorni, la densità dovrà essere mantenuta a 2 pulcini/m . Successivamente, la densità va aumentata in funzione dell aumento in peso dell animale, fino a raggiungere, nella fase di finissaggio i 20 m2 per animale. Purtroppo, anche per motivazioni di tipo economico, non sempre questi suggerimenti vengono accolti dagli allevatori. H12_AllevamentiMinori&Alternativi.indd 305 5/30/18 12:15 PM

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti