1.1.3 Allevamento dei riproduttori

H 306 ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE - ALLEVAMENTI MINORI E ALTERNATIVI 1.1.3 Allevamento dei riproduttori. I riproduttori possono essere allevati con le seguenti modalità: coppia (1 maschio e 1 femmina); tris (1 maschio e 2 femmine); gruppo o mandria (2 maschi e 3 femmine o 3 maschi e 5 femmine). Il tris rappresenta il giusto compromesso tra benessere animale e produttività. In questo caso l allevatore individua nel gruppo di animali all ingrasso i soggetti che, per conformazione, presentano le caratteristiche ideali e inizia a sostituire i tris per dare modo alle femmine di familiarizzare e quindi ridurre la competitività al raggiungimento della maturità sessuale. I recinti di allevamento hanno le stesse caratteristiche di quelli per l ingrasso. Un tris di struzzi necessita mediamente di un recinto di 30 3 70 m (ogni adulto ha bisogno di 500-600 m ). Le recinzioni devono essere alte almeno 2 m. Produzione delle uova Maturità sessuale: 3 anni nelle femmine, 4 nei maschi, in genere testimoniata dalla comparsa di una striatura rosso-arancio nella parte dorsale degli arti inferiori. Durata deposizione: 30-35 settimane (da marzo a settembre). Formazione dell uovo: 48 ore circa. Numero uova deposte: da 30 a 50. La deposizione avviene in fosse scavate nel terreno, profonde 30 cm e larghe 2 m e collocate in vicinanza del perimetro del recinto (in genere più o meno alla metà di un lato). Durante la deposizione gli animali diventano molto aggressivi ed il recupero delle uova può essere difficoltoso. L incubazione dura 41-42 giorni. Un uovo di struzzo pesa mediamente 1,2-1,4 kg, ma può oscillare tra 1,0 e 2,1 kg. Il diametro maggiore è 16 cm, il minore 12 cm. Il guscio è spesso da 1,65 a 2,15 mm. Le uova sono raccolte quotidianamente dagli operatori addetti e trasportate all incubatoio. Nell uovo di struzzo non sono ben distinguibili i poli e l individuazione della camera d aria viene effettuata tramite speratura entro 48 ore o dopo 7-8 giorni, in modo da posizionare correttamente le uova nella camera di incubazione. H.12 2. Fauna selvatica o selvaggina Un importante valore della fauna selvatica è il suo utilizzo a scopo ricreativo, sia mediante osservazione degli animali selvatici nei loro habitat naturali, sia mediante prelievo, vale a dire attraverso l attività venatoria, che può essere esercitata in varie forme su alcune specie e popolazioni. Questo valore può essere quantificato e monetizzato implementando sinergicamente altri valori del territorio derivanti dalle diverse forme di destinazione del suolo per le produzioni agricole. Per quanto riguarda la piccola fauna stanziale oggetto di caccia (fagiano, starna, lepre, pernice rossa), i ripopolamenti annuali attualmente messi in atto dagli ATC (Ambiti Territoriali di Caccia) e dalle Amministrazioni Provinciali consistono nell immissione faunistica che in termini quantitativi ed economici rappresenta la modalità con maggiore rilevanza. Nella pratica gestionale italiana, per queste specie animali si attuano interventi di ripopolamento, principalmente con l ausilio di animali allevati o importati di cattura, da Paesi stranieri europei o extraeuropei, o da Aziende Faunistiche Venatorie o da Zone di Ripopolamento e Cattura. H12_AllevamentiMinori&Alternativi.indd 306 5/30/18 12:15 PM d tu a d n d c c d c i q a A n d in a q s p e tr l p fa g r a ir s n a g ( P e e d p c p c r

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti