SEZIONE H

e- n r e o li ni a e n e a m, ua o eee o e e, ti e go ti o- FAUNA SELVATICA O SELVAGGINA H 307 Per quanto riguarda le immissioni di individui alloctoni (per esempio lepri importate dall Argentina o da Paesi centro-europei), sono ampiamente documentate nella letteratura scientifica l inefficacia e la pericolosità di tale pratica per le popolazioni di lepre autoctone, soprattutto in relazione alla positività degli animali importati nei confronti di determinate malattie infettive (EBHS, tularemia, ecc.). Per avere un idea del fenomeno dei ripopolamenti a fini faunistico-venatori, si possono considerare le seguenti stime di immissione: pernice rossa e starna circa 100.000 capi/anno, quaglia 3-5 milioni di capi/anno, fagiano circa 6-8 milioni di capi immessi. Tra questi il Fagiano (Phasianus colchicus) costituisce indubbiamente la specie di selvaggina più importante per il mondo venatorio, sia considerando la sola e immediata soddisfazione cinegetica (cioè della caccia con i cani), sia le operazioni di ripopolamento cui la specie è sottoposta, nonché i progetti di riqualificazione ambientale a essa collegati. Importanti dal punto di vista quantitativo sono infatti le operazioni di ripopolamento, che vengono messe in atto annualmente dagli organi di gestione faunistico-venatori: Amministrazioni Provinciali, ATC, strutture faunistiche pubbliche e private. Per la sola Regione Toscana i dati disponibili, relativamente alle immissioni di fagiani per gli anni 2000 e seguenti, riferiscono di circa 500.000 capi immessi dagli Enti gestori del territorio regionale. plausibile che in tutto il territorio nazionale vengano immessi annualmente, anche se mancano stime attendibili, circa 6-8 milioni di capi a scopi venatori e di ripopolamento faunistico, dei quali è plausibile pensare che circa il 70% provenga da importazione straniera. Nonostante il vistoso calo del numero di cacciatori, in atto da circa un ventennio a questa parte (assestato nelle ultime due annualità tra il 4 e il 7% annuo) in numerose regioni e province italiane, rimane elevato l interesse venatorio per la fauna selvatica che si traduce spesso in un indotto economico di un certo potenziale, soprattutto quando l attività è gestita a livello privato e quindi imprenditoriale. In molte realtà ambientali italiane, svantaggiate da un punto di vista agricolo per la particolare collocazione e per le peculiari caratteristiche dei terreni, la produzione di fauna selvatica di interesse venatorio può diventare un alternativa o, almeno, un integrazione al reddito derivante dalla produzione agricola. Queste situazioni ambientali riguardano soprattutto le zone collinari e montane appenniniche dove non è possibile attuare coltivazioni specializzate come la vite e l ulivo, ma anche le zone di pianura non irrigua. L attuale politica agricola comunitaria, con una generale tendenza a ridurre le sovvenzioni alle aziende, ha reso ancora più necessaria l individuazione di forme alternative di reddito a integrazione o sostituzione di quello agricolo. Le specie di selvaggina di maggior interesse per una produzione alternativa a quella agricola appartengono agli ordini dei Galliformi e dei Lagomorfi e al superordine degli Ungulati. In particolare, tra i Galliformi, le specie più importanti sono la Quaglia (Coturnix coturnix), il Fagiano (Phasianus colchicus), la Starna (Perdix perdix) e la Pernice rossa (Alectoris rufa), tra i Lagomorfi sostanzialmente la Lepre comune (Lepus europaeus) e, tra gli Ungulati, il Capriolo (Capreolus capreolus), il Daino (Dama dama) e il Cinghiale (Sus scrofa). Queste specie, in generale, trovano buone condizioni d idoneità ambientale sul territorio italiano, con variazioni di densità e produttività delle popolazioni correlate alle varie caratteristiche ambientali. Il Fagiano trova le migliori condizioni dell habitat nelle zone pianeggianti e collinari variamente coltivate, con presenza di piccoli boschi alternati a campi coltivati. La Starna e la Pernice rossa hanno come habitat ottimale le zone collinari coltivate con la tradizionale rotazione cereali-foraggere e con presenza di vegetazione naturale in forma di cespugliati e incolti erbacei. H12_AllevamentiMinori&Alternativi.indd 307 H 5/30/18 12:15 PM

SEZIONE H
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ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti