2.4 Arti

H 32 ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE - ZOOGNOSTICA 2.4 Arti. Rappresentano le estremità di sostegno del corpo e gli agenti della locomozione. Gli arti accoppiati a due a due costituiscono i bipedi: anteriore, posteriore, laterale sinistro o destro, diagonale, un arto anteriore e il posteriore del lato opposto, che prende il nome dall arto anteriore. 2.4.1 Arti toracici. Si considerano le seguenti regioni. Spalla. Base anatomica: scapola, muscoli antispinoso, retrospinoso, deltoide e piccolo rotondo; pregi: lunga, larga, giustamente obliqua, mobile, ma ben aderente al torace; difetti: fredda, scarna, incavigliata; tare: ferite, cicatrici, piaghe. Punta della spalla. Corrisponde all articolazione scapolo-omerale; è il punto di riferimento per gli appiombi dell arto anteriore. Braccio. Base anatomica: omero, muscoli bicipite, brachiale anteriore, estensori dell avambraccio; pregi: ben diretto, parallelo al piano mediano del corpo, di giusta lunghezza, muscoloso; difetti: mal diretto, scarno; tare: ferite, cicatrici, piaghe. Gomito. Base anatomica: articolazione omero radio-ulnare; pregi: ben diretto, lungo (braccio di leva), spesso latero-mediamente; tare: escoriazioni, cicatrici, piaghe; se i gomiti sono serrati al torace l arto si dice mancino, se ruota all esterno l arto è cagnolo. Avambraccio. Base anatomica: diafisi del radio e dell ulna, muscoli estensori e flessori dei raggi distali dell arto; pregi: corto, muscoloso, spesso, ben diretto. Nel cavallo nella faccia mediale si ha la castagnetta, placca cornea vestigia del quinto dito. Carpo o ginocchio. Base anatomica: epifisi distale del radio, ossa del carpo, epifisi prossimali dei metacarpiani, tendini e legamenti. Presenta tre facce (anteriore, esterna e interna) e tre margini; pregi: largo (aumenta la superficie articolare), spesso (grazie alla sporgenza del pisiforme), asciutto, ben diretto; difetti: esile, mal diretto; tare: frequenti le tare molli (igroma precarpico e vesciconi articolari). Nel cavallo si possono avere difetti di direzione (carpo di bue e ad archetto). Stinco. Base anatomica: metacarpo principale e rudimentale, tendini estensori e flessori delle falangi e legamento sospensore del nodello; pregi: asciutto, ben diretto, corto, di giusto spessore, sottile, non esile in quanto fornisce un idea della finezza dello scheletro apprezzata sia nei bovini da latte sia in quelli da carne; difetti: lungo, mal diretto, fallito ai tendini; tare: esostosi, dette schinelle. Nodello. Base anatomica: articolazioni metacarpo-falangee corrispondenti alle due dita con i relativi quattro sesamoidei, legamento sospensore del nodello. Normalmente presenta due unghie rudimentali, dette unghielli. La funzione principale è ammortizzare e ripartire la forza peso e/o la reazione del terreno fra la fila ossea e il sistema tendineo; pregi: largo, spesso, ben diretto, asciutto; difetti: stretto, esile, mal diretto. Pastoia. Base anatomica: diafisi ed epifisi delle prime falangi e le metà prossimali delle seconde; pregi: corta, larga, spessa, asciutta, ben diretta. Corona. Regione di passaggio fra la pastoia e gli unghielli, ha per base anatomica una piccola porzione della seconda falange. Regione ungueale. Gli unghioni sono in numero di due indipendenti tra loro e hanno forma di un semicono. Sono costituiti da parete, suola e tallone. La parete presenta una faccia laterale e una mediana. Parete e suola sono saldamente ingranate fra loro e formano a tale livello la linea bianca ; pregi: gli unghioni devono essere giustamente grandi e inclinati, H01-2_AnatomoFiologica.indd 32 14/06/18 19:11 b c to c c tr z p s a 2 g C d d s ta m N m m c è c G G d tr G d e d 2 u l n s l Il a d p

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti