8. Puerperio

INFERTILIT E STERILIT della madre il neonato perché lo lecchi e lo asciughi; se la madre si rifiuta, praticare energiche frizioni al neonato. Se il puledro o il vitello si rifiuta di poppare, agire in due: uno si colloca dietro il neonato e lo tiene presso la mammella, l altro munge il capezzolo con una mano mentre con l altra afferra la testa del soggetto e gli introduce in bocca il capezzolo pronto. Talvolta è la madre che oppone resistenza perché o soffre il solletico o non tollera la presenza degli estranei. I neonati non dovranno mai essere privati del colostro, prezioso alimento ricchissimo di vitamine, di proteine, di elementi minerali e di anticorpi contro le infezioni neonatali. Tale indispensabile alimento è inoltre dotato di un blando potere lassativo che regolarizza rapidamente la funzione delle vie digerenti. Nelle scrofe le mammelle pettorali sono le più ricche di latte e vengono accaparrate dai porcellini più forti mentre i più deboli, non riuscendo a procurarsi il nutrimento da soli, devono essere aiutati a ogni costo. Nei greggi gli agnelli nati da un po di giorni poppano spesso da parecchie femmine, perciò è necessario sorvegliare affinché i soggetti nati dopo non restino senza nutrimento. La scrofa, la cagna e la coniglia divorano, talvolta, alcuni o anche tutti i loro piccoli: ciò è attribuito a deficienza di sali di calcio nell alimentazione. H.13 8. Puerperio Stato consecutivo al parto durante il quale gli organi genitali femminili ritornano progressivamente alle condizioni di non gravidanza e sono pronti a un nuovo concepimento. Comincia dal momento in cui viene espulsa la placenta e ha una durata variabile a seconda della specie animale e di altri fattori quali: razza, età, condizioni fisiche, ecc. La riduzione di volume dell utero provoca leggeri dolori, che si ripetono per 14-24 ore dopo il secondamento. Se le doglie persistono oltre le 24 ore, è da sospettare la ritenzione di materiale nell utero. Si dà il nome di lochi alla secrezione normale della mucosa uterina che scola dalla vulva per qualche tempo dopo il parto; trattasi di un liquido sanguinolento più o meno abbondante che, mescolandosi con altre secrezioni utero-vaginali, prende una tinta bianco-giallastra. La durata dello scolo lochiale non è precisata, ma se lo scolo persiste e diventa fetido, si deve pensare a uno stato patologico degli organi genitali che dovrà essere curato dal veterinario in modo da evitare l instaurarsi di endometriti subacute e croniche, che possono portare a forme di infertilità più o meno durature. Dopo il parto, le bovine non dovranno essere fecondate se non sono trascorsi almeno 40 giorni. Osservare attentamente la dieta della puerpera: pochi alimenti e ben digeribili nei primi momenti; poi aumentare gradatamente fino a tornare nel giro di pochi giorni alla razione ordinaria. Rimettere l animale al lavoro un paio di settimane dopo il parto. Svuotare (vacca o cavalla) le mammelle se la secrezione lattea è troppo abbondante; se poco attiva, promuoverla con frequenti poppate o mungiture e con alimenti scelti, copiosi e ricchi d acqua. ta da lo li ee ti ee i- a aa e il aa H 331 H.13 H 9. Infertilità e sterilità Malattie infettive, mastiti e sterilità determinano un elevata quota di rimonta (fino al 25%) e provocano elevatissimi danni economici. Fra queste, l infertilità e la sterilità occupano un posto molto importante. Nel toro, fra le tante cause che possono turbare il normale andamento riproduttivo negli allevamenti, quelle derivate dal toro sono spesso ignorate o prese in esame tardivamente, quando il danno e il disordine derivanti da mancati concepimenti si sono H13_Ostetricia.indd 331 5/30/18 12:17 PM

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti