1.1.3 Leishmaniosi canina

a o mo o nel o- ri e a o n- e i- ti e r- nli no ) e MALATTIE PARASSITARIE H 335 E. stiedae si localizza a livello epatico con aumento di volume del fegato e presenza di focolai bianco-grigiastri. 1.1.3 Leishmaniosi canina. Malattia del cane, che può colpire anche l uomo, sostenuta da diversi protozoi appartenenti al genere Leishmania. In Italia è provocata da L. infantum. Nel ciclo biologico del parassita è necessario l intervento di un vettore (ditteri del genere Phlebotomus). sintomi. La malattia può decorrere in forma asintomatica; in qualche caso si può osservare dimagrimento, sonnolenza, inappetenza, anemia, aumento di volume dei linfonodi, alopecia in varie parti del corpo, presenza di eczema furfuraceo e di ulcere irregolari (cute e mucosa orale e nasale), epistassi (perdita di sangue dal naso), crescita abnorme delle unghie (onicogrifosi). diagnosi. Esame microscopico di strisci preparati con materiale prelevato dalle lesioni cutanee, dai linfonodi e/o dal midollo sternale; lo stesso materiale può essere utilizzato per esami colturali e per la PCR (Polymerase Chain Reaction). Prove sierologiche per la ricerca degli anticorpi. terapia. Prodotti a base di antimonio. profilassi. Evitare il contatto con i flebotomi mediante l uso di zanzariere (a maglie fitte) durante le ore serali e notturne e con l utilizzo di prodotti repellenti. 1.1.4 Piroplasmosi. Malattie parassitarie sostenute da protozoi del genere Babesia, emoprotozoi intraeritrocitari, che possono infettare animali sia domestici sia selvatici. La loro trasmissione è assicurata da artropodi ematofagi (zecche dure appartenenti a diversi generi: Boophilus, Dermacentor, Haemaphysalis, Hyalomma, Ixodes e Rhipicephalus). Le diverse specie di Babesia possono interessare numerosi animali domestici e selvatici; in particolare: bovini (B. bigemina, B. bovis, B. divergens e B. major), ovini e caprini (B. motasi e B. ovis), equini (B. caballi e B. equi ), suini (B. perroncitoi e B. trautmanni ), canidi (B. canis e B. gibsoni ), felidi (B. felis), roditori (B. microti ) e ungulati selvatici (B. capreoli e B. odocoilei ). sintomi. In genere, la comparsa dell infezione ha andamento stagionale (maggio-ottobre) corrispondente al periodo di maggiore attività delle zecche. I parassiti inoculati dalla zecca infetta invadono gli eritrociti dell ospite e in essi si moltiplicano, distruggendoli. Nell animale l infezione è caratterizzata da anemia emolitica, febbre, ittero, emoglobinuria, anoressia, rapido dimagrimento e, nei casi più gravi, morte. Possono essere presenti anche forme subcliniche con sintomi lievi e spesso inapparenti. diagnosi. Osservazione microscopica dei parassiti (striscio di sangue e/o goccia spessa), evidenziazione degli anticorpi mediante tecniche sierologiche (soprattutto immunofluorescenza indiretta), amplificazione del DNA di Babesia con tecniche biomolecolari (PCR). terapia. Farmaci a base di imidocarb dipropionato da somministrare per via intramuscolare e/o sottocutanea. profilassi. Si basa soprattutto sulla lotta alle zecche mediante l uso di prodotti disinfestanti e/o repellenti. H 1.1.5 Tifo-epatite o istomonosi. Sostenuta da Histomonas meleagridis, protozoo che si localizza nei ciechi e nel fegato dei volatili e in particolare dei tacchini, è maggiormente H14_Malattie.indd 335 5/30/18 12:18 PM

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti