2.3 Carbonchio

o li o a a oe a on e e o ini n e e, di o a- ti a cA ee à di oo. ne, oee, iil a, MALATTIE BATTERICHE H 349 transcutanea e congiuntivale attraverso il contatto o l accoppiamento con altri animali infetti ed eliminatori, attraverso l assunzione di alimenti contaminati, il contatto con pascoli, lettiere, mezzi di trasporto o altri materiali contaminati. terapia. I normali disinfettanti, la pastorizzazione del latte e la stagionatura dei formaggi oltre i 75 giorni sono in grado di inattivare il batterio. Gli animali impuberi sono resistenti all infezione. profilassi. Il controllo e/o l eradicazione della malattia nelle popolazioni di animali domestici sono lo strumento fondamentale per prevenire la malattia negli esseri umani. L uomo, infatti, si può infettare per via alimentare, consumando latte o latticini infetti, per via respiratoria, per inalazione di aerosol infetto, per via transcutanea, manipolando feti, invogli fetali o organi infetti, e per via congiuntivale. Nell uomo i sintomi possono essere febbre, in genere a carattere intermittente, cefalea, depressione, artralgia con complicazioni che possono essere rappresentate da artrite, orchite, epididimite, epatite, ingrossamento della milza, meningite, endocardite. Data la sua rilevanza di sanità pubblica ed economica, dagli anni 60 la brucellosi bovina e ovina è oggetto anche in Italia di un piano nazionale di eradicazione, che ha progressivamente ridotto la diffusione dell infezione a livelli estremamente bassi in quasi tutto il Paese vietando l uso della vaccinazione, impiegata invece in una prima fase, quando la prevalenza dell infezione era alta in molte aree. Il piano di eradicazione prevede controlli sierologici annuali su tutti i bovini sopra l anno di età e su tutti gli ovini di oltre sei mesi di età. L esito favorevole dei controlli diagnostici, insieme all assenza di forme cliniche della malattia e al rispetto del divieto di acquistare animali da allevamenti non certificati, consente l acquisizione della qualifica di allevamento ufficialmente indenne . La presenza della malattia comporta per gli allevamenti infetti l abbattimento dei capi infetti, l adozione di misure di polizia sanitaria e una serie di restrizioni commerciali relative agli animali e al latte prodotto. H 2.3 Carbonchio eziopatogenesi. Il carbonchio è una malattia infettiva zoonosica tipica dei ruminanti, ma descritta in tutti i mammiferi e in alcune specie aviarie, sostenuta da Bacillus anthracis, germe immobile di origine tellurica, Gram-positivo, aerobio sporigeno, capsulato nella sua forma virulenta. Sono colpiti con maggiore frequenza, bovini, bufalini, ovi-caprini e cervidi domestici e selvatici, nei quali il decorso della malattia è solitamente setticemico acuto o iperacuto con esito fatale. Equini, suini e carnivori sono colpiti con minore frequenza, con forme localizzate (faringe, intestino) raramente con esito fatale, anche senza coinvolgimento sistemico. Pascolo vagante, transumanza, monticazione concorrono all origine agrigena dell infezione grazie alla diffusione e al mantenimento dell agente eziologico in un territorio per contaminazione di pascoli e corsi d acqua. L origine idrica per i reflui delle concerie e l origine industriale , associata alla somministrazione di farine animali contaminate, non rappresentano più un problema come fonti di contaminazione, grazie all introduzione di efficaci trattamenti dei substrati e al bando di farine animali dettato dell epidemia di BSE in Europa. Gli animali sensibili contraggono il carbonchio con l ingestione delle spore o con la loro penetrazione attraverso ferite della mucosa orale; è rara, soprattutto negli animali, H14_Malattie.indd 349 5/30/18 12:18 PM

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti