3.2 Anemia infettiva

o di o- ioar ooe a o a, oa r e n si è a o ee utte, a ù a a e ae a MALATTIE VIRALI H 361 Alla colonizzazione epiteliale segue la formazione di vescicole boccali (lingua e mucosa), podali (cercine coronario) e sulle mammelle. Dopo la loro rottura con ulteriore disseminazione virale, si ha la fine della febbre, della viremia e la comparsa di anticorpi. Le lesioni guariscono e finisce l eliminazione virale. Bovini e ovi-caprini possono diventare portatori assumendo un ruolo epidemiologico fondamentale; i suini invece hanno il ruolo epidemiologico di moltiplicatori virali a causa degli alti livelli di escrezione virale. La sintomatologia è caratterizza da elevata ipertermia, zoppia e salivazione profusa, scolo nasale sieroso, poi muco-purulento; tali sintomi e il rinvenimento delle vescicole con la localizzazione caratteristica sono sintomi fortemente indicativi della malattia. Nel bovino avviene anche una drastica diminuzione della produzione lattea, dovuta al forte rialzo termico (41 °C). Soggetti giovani possono anche avere decorso iperacuto con morte improvvisa dovuta a grave miocardite. sintomi. Possono fornire un forte sospetto di malattia che però va assolutamente confermato con diagnosi di laboratorio, per differenziarla da altre patologie come BVD-MD, stomatite ed esantema vescicolare del suino, ectima contagioso, rinotracheite infettiva del bovino e peste bovina. diagnosi. Test di laboratorio come PCR, ELISA e isolamento virale in colture primarie o linee cellulari; si possono fare su sangue, materiale proveniente dalle vescicole inviato refrigerato, latte e sul liquido esofago-faringeo (Probang Test per l individuazione dei soggetti portatori). terapia e profilassi. Per legge non è ammessa alcuna terapia, mentre norme di profilassi e rigidi provvedimenti sanitari obbligatori, quali lo stamping out e il blocco della movimentazione animale per esempio, vengono intrapresi a seguito dello scoppio di un focolaio, come è descritto nel d.P.R. 229 del 1992. H 3.2 Anemia infettiva. una malattia contagiosa propria degli equidi in generale, a decorso acuto o cronico, caratterizzata da viremia persistente, febbre ricorrente, anemia, debilitazione progressiva e, nei casi più gravi, anche morte. sostenuta da un virus appartenente alla famiglia dei Retroviridae, genere Lentivirus. Gli antigeni sono rappresentati dalla proteina del capside gp26 (anticorpi diagnostici) e dalla glicoproteina dell envelope gp90 (anticorpi neutralizzanti). Dai soggetti viremici la malattia si trasmette agli altri animali recettivi tramite insetti ematofagi (mosche, tabanidi, zanzare) che agiscono da vettori meccanici; da non trascurare la via iatrogena poiché il potere infettante del sangue è elevato se l animale si trova nella fase febbrile. Il virus penetra e va incontro a intensa replicazione nei monociti/macrofagi. Segue la fase viremica con produzione di anticorpi e successiva formazione di immunocomplessi (il 99% del virus è in questa forma). Gli immunocomplessi sono responsabili di febbre, glomerulonefrite e alterazioni vasali generalizzate e, tramite l attivazione del complemento, di anemia emolitica immunomediata. L azione del virus sul midollo osseo può comportare diminuita eritropoiesi e turbe del ricambio del ferro plasmatico. Per quanto riguarda l evoluzione della malattia, il carattere ricorrente della patologia si spiega con l alta frequenza di drift antigenici dell envelope virale, che genera nuove varianti non cross-reattive. Ciò comporta una nuova produzione di anticorpi e l innesco di una patologia immunomediata. H14_Malattie.indd 361 5/30/18 12:18 PM

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti