3.6 Cimurro

rC. ò di a ia a à. e s e ). o o oa ia a e, o il o, a e uli el li si rpi a ue a e- ali e MALATTIE VIRALI H 365 utile per individuare gli animali eliminatori persistenti; in entrambi i casi sono state messe a punto metodiche ELISA da effettuarsi su siero o latte. Oggi i test diagnostici disponibili per individuare gli animali immunotolleranti al virus della BVD sono assai numerosi. L isolamento virale rimane il test di riferimento per una diagnosi definitiva, ma sul piano pratico l eradicazione del virus non può prescindere dall utilizzo delle moderne tecniche molecolari, in particolar modo dalla PCR, sia per l elevata sensibilità e specificità del test sia perché permette di processare un numero elevato di campioni in tempi rapidi. terapia e profilassi. Il controllo dell infezione di stalla può essere ottenuto mediante screening sierologico ed eventualmente virologico, volti all individuazione dei soggetti PI. L allevamento libero dalla presenza di BVDV dovrebbe prestare massima attenzione agli animali di nuova introduzione, testandoli prima di introdurli nel gruppo, poiché molto spesso i soggetti PI possono essere asintomatici. 3.6 Cimurro. Malattia infettiva virale, contagiosa e sistemica, dal decorso acuto, subacuto e cronico, è diffusa in quasi tutto il mondo e colpisce il cane e altri carnivori con elevata mortalità e grande variabilità sintomatologica. sostenuta dal CDV (Canine Distemper Virus), famiglia Paramixoviridae, genere Morbillivirus, tra i quali mostra cross-reattività con i virus del morbillo della peste bovina e con quelli dei piccoli ruminanti. un RNA virus a singolo filamento, di forma sferica e provvisto di envelope. Non dimostra particolari caratteristiche di resistenza ambientale e viene inattivato dai comuni disinfettanti e solventi dei lipidi. Esiste un unico sierotipo, ma diversi biotipi che si differenziano per patogenicità e tropismo per il sistema nervoso centrale. Data la scarsa resistenza ambientale, è il contatto diretto la via più frequente di trasmissione e l eliminazione virale avviene principalmente per via respiratoria, sebbene il virus sia presente in tutti i secreti e gli escreti 7 giorni postinfezione. Alla penetrazione virale mediante aerosol segue una replicazione virale nei macrofagi delle prime vie respiratorie, cui fanno seguito successive replicazioni in vari tessuti linfoidi che causano leucopenia di tipo B e T, quindi immunodepressione e comparsa della febbre 7-8 giorni postinfezione. Infine, si ha la colonizzazione del sistema nervoso centrale per via ematogena. Il grado della risposta immunitaria condiziona l evoluzione della malattia e quindi la sintomatologia. sintomi. La sintomatologia varia in funzione della risposta immunitaria: infatti, in presenza di una buona risposta immunitaria, dopo incubazione di 6-8 giorni, si ha picco febbrile con sintomatologia respiratoria. Il soggetto si libera del virus e acquisisce immunità duratura. Se la risposta immunitaria è intermedia, i sintomi clinici vengono attenuati dalla risposta immunitaria, ma il virus può persistere a lungo nel sistema nervoso centrale, dando sintomi nervosi ritardati nei polmoni e negli epiteli, ed essere poi eliminato anche fino a 60 giorni postinfezione. Si può avere il sintomo patognomonico dell ipercheratosi di tartufo e cuscinetti plantari (hard pad disease). La colonizzazione virale di occhio e uvea, in particolare, può condurre alla perforazione corneale a seguito di cheratocongiuntivite secca; in presenza di una insufficiente risposta immunitaria, la sintomatologia è generalizzata e grave per la diffusione virale a tutti gli organi. La prognosi è sempre infausta. H14_Malattie.indd 365 H 5/30/18 12:18 PM

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti