3.7 Circovirosi del suino

H 366 ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE - MALATTIE E PROFILASSI diagnosi. Per una diagnosi efficace, oltre al sospetto clinico, risulta molto importante sia l anamnesi ambientale sia quella vaccinale. L IFD è usata per la diagnosi diretta. terapia. In corso di malattia, a seconda della severità dei sintomi, si può tentare una terapia sintomatica durante la quale è importante tenere presente i periodi di eliminazione virale in funzione della risposta immunitaria. profilassi. Per il controllo di questa malattia è essenziale il costante ricorso a profilassi di tipo indiretto mediante vaccinazione annuale per tutta la vita dell animale. 3.7 Circovirosi del suino. Infezione di recente comparsa (anni 90 in Canada) e internazionalmente definita come Post-Weaning Multisystemic and Wasting Disease (PMWS), è una delle maggiori affezioni patologiche che colpiscono l allevamento del suino con un impatto devastante e ripercussioni a lungo termine sulle performance produttive degli animali (lattoni e magroni, in particolare). La precisa eziologia della PMWS rimane ancora non completamente chiarita, anche se è stato riconosciuto che la presenza del circovirus suino di tipo 2 (PCV-2) sia fattore determinante per avere la malattia in allevamento. Attualmente, si ipotizza che tale virus sia esacerbato nella sua manifestazione dall intervento di fattori sinergici estremamente variabili nella loro natura, come le condizioni ambientali e la contemporanea presenza di altri virus quali il parvovirus e il virus della PRRS. sintomi. Nella maggioranza dei casi la malattia colpisce animali di 5-12 settimane e i sintomi clinici più comunemente descritti sono: rallentamento della crescita, deperimento, dispnea, aumento di volume dei linfonodi superficiali e meno frequentemente pallore cutaneo, diarrea e ittero. Morbilità e mortalità associate alla PMWS sono variabili a seconda dell età degli animali colpiti e del management d allevamento. Le lesioni macroscopiche negli animali malati sono piuttosto variabili; si osservano aumento del volume dei linfonodi superficiali e viscerali di 3-4 volte (in particolare inguinali, meseraici, bronchiali e mediastinici), polmonite con aree di consolidamento, specialmente nelle porzioni ventrali anteriori, degenerazione epatica, talvolta accompagnata da ittero e nefrite con focolai biancastri di dimensioni variabili. diagnosi. Si effettua verificando la presenza della sintomatologia e delle lesioni anatomopatologiche tipiche. A livello di laboratorio è possibile evidenziare l antigene virale su sezioni criostatiche dei linfonodi (i campioni d elezione) o altri parenchimi coinvolti, utilizzando sieri policlonali o anticorpi monoclonali. La PCR è attualmente la metodica d elezione per dimostrare la presenza del virus poiché garantisce tempi rapidi e specificità assoluta. terapia e profilassi. Il controllo della malattia può essere attuato attraverso metodiche manageriali che implicano la riduzione del numero dei mescolamenti di animali, la riduzione degli stress e delle cariche microbiche ambientali che vanno a impegnare il sistema immunitario. L adozione della tecnica del tutto pieno tutto vuoto con un idonea pulizia e disinfezione dei locali, si è dimostrata un efficace misura di controllo della malattia per quegli allevamenti che applicano il ciclo continuo. La vaccinazione è ancora in una fase sperimentale in cui è indispensabile valutare la reale efficacia in condizioni di campo. H14_Malattie.indd 366 5/30/18 12:18 PM 3 c a v p v m n m ( le d d s lo c d P p to e n g li a s 3 d fa c n C S fo m d z a z s A

SEZIONE H
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ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti