4. Età degli animali domestici

ù ne o o eo ti di a e eli o ti e ia o a i. e. a o è a- o o, ri oa ET DEGLI ANIMALI DOMESTICI H.2 H 37 4. Età degli animali domestici L età degli animali oggi può essere conosciuta con esattezza grazie all istituzione del Registro Anagrafico del Bestiame attuato per bovini, previsto per equini, ovini e caprini. Questo strumento si affianca ai Libri Genealogici in cui è registrata la maggior parte dei soggetti allevati di tutte le specie. Tuttavia, nella pratica si può avere la necessità di valutare questo parametro, poiché il valore economico, lo sfruttamento e talune forme patologiche sono legati all età dell animale. Pertanto l esame dei caratteri che permettono di giungere a una diagnosi, più o meno esatta, dell età è tuttora un capitolo estremamente importante della zoognostica. I dati relativi alla durata della vita degli animali domestici sono poco precisi poiché essi raramente muoiono di vecchiaia. Comunque, si ritiene che la durata media possa essere: equidi: 25-30 anni; bovini: 20-25 anni; ovini: 10-15 anni; caprini: 12-15 anni; suini: 12 anni; cani di grande e piccola taglia: 10-12 e 15 anni rispettivamente. 4.1 Cronologia dentaria. stato evidenziato un ordine cronologico di fenomeni relativi alla dentizione (eruzione, caduta, sostituzione, ecc.) che possono essere utilizzati per la determinazione dell età dell animale. Nei mammiferi si ha una dentizione da latte e una da adulto. I denti degli animali, a seconda della funzione, vengono distinti in: incisivi, canini, premolari e molari. Nel caso dei bovini gli incisivi, iniziando dal centro, vengono rispettivamente chiamati: picozzi, primi mediani, secondi mediani, cantoni. Per la diagnosi dell età i denti più utilizzabili, qualunque sia la specie, sono gli incisivi in quanto più facilmente esaminabili e perché, in essi, sono più evidenti gli effetti del consumo. Dato che l età difficilmente può essere determinata con esattezza, si dice che l animale marca o segna una certa età. H 4.1.1 Tecnica per l esame dei denti. Per esaminare la tavola dentaria dei bovini e degli equini è bene utilizzare un aiuto che blocca la testa del soggetto; l operatore si pone quindi a fianco dell animale e, aperta la rima labiale, prima controlla se i denti sono da latte o da adulto e, successivamente, prende in esame la tavola. Si dice che il dente: spunta: quando fuoriesce dalla gengiva; pareggia: quando tutta la corona è libera, ossia quando ha raggiunto l altezza normale o degli altri denti; ha spianato: nei bovini quando il margine superiore da convesso si smussa e diviene rettilineo, mentre negli equini quando il margine labiale da convesso e tagliente nel dente vergine, si abbassa allo stesso livello del margine linguale oppure quando scompare l orlo costituito dallo smalto che si invagina. TAB. 2.1 Variazioni della tavola dentaria Di forma Equini: ellittica, ovale, rotonda, triangolare, biangolare Bovini: rettangolare, quadrata Di costituzione Equini: si presenta il germe di fava , cioè il fondo del cornetto dentario esterno ripieno di concrezioni tartariche; quando questo scompare e rimane soltanto lo smalto centrale il dente ha agguagliato; ha livellato quando scompare anche lo smalto Bovini: profilo linguale a trifoglio per la presenza di un rilievo sulla faccia linguale; il dente ha livellato quando il trifoglio scompare; negli equini e nei bovini per effetto del consumo sulla tavola dentaria compare una macchia giallastra dovuta all avorio di nuova formazione, detta stella dentale o di Girard H01-2_AnatomoFiologica.indd 37 14/06/18 19:11

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti