3.18.2 Scrapie

H 376 ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE - MALATTIE E PROFILASSI rivelano un coinvolgimento del sistema nervoso autonomo, come la diminuzione della frequenza di ruminazione e del battito cardiaco, e la caduta della produzione lattea. Mano a mano che la malattia progredisce, i deficit nella capacità di movimento e nella postura si fanno più accentuati fino all incapacità a mantenere la stazione quadrupedale. diagnosi. Attualmente la diagnosi si può effettuare solo post mortem ed è rivolta, tramite metodiche di biologia molecolare, all individuazione della PrPsc, resistente alle proteasi. Anche lo studio dei pattern delle lesioni istologiche è indicativo. terapia. Non esiste terapia risolutiva. In tutta la UE vengono sottoposti a esame diagnostico i capi bovini di età superiore ai 24 mesi ed è attivo un Piano di sorveglianza attiva sui mangimi animali, volto a verificare l assenza di farine di origine animale. 3.18.2 Scrapie. L infezione avviene per via orale e in particolare è dovuta alle placente degli animali che hanno appena partorito e vengono lasciate sul terreno. La trasmissione può avvenire sia per via orizzontale (principalmente durante i parti) sia, probabilmente, per via materna. Nel secondo caso, però, la via intrauterina non è stata definitivamente dimostrata e non è mai stata riscontrata infettività a livello della mammella o del latte. La malattia può essere diffusa da animali infetti, ma ancora asintomatici; inoltre, sembra sussistere una relazione dose-risposta: tanto più lunga (e precoce) è l esposizione degli animali sani ad animali infetti, tanto maggiore è l incidenza nell allevamento, con un accorciamento dei tempi di incubazione. L insorgenza della malattia, infine, è influenzata dal ceppo infettante coinvolto e dalla suscettibilità dell individuo: tale suscettibilità deriva da profili genetici differenti presenti nei singoli ovini. Il maschio, pur non essendo in grado di trasmettere l agente infettante, riveste un ruolo importante in quanto trasmette ai propri figli un profilo genetico più o meno resistente, condizionando quindi pesantemente la suscettibilità alla malattia delle nuove generazioni. La malattia colpisce animali adulti di età compresa tra i 2 anni e mezzo e i 4 anni e mezzo; raramente si riscontra in animali di meno di 18 mesi di età. Il periodo di incubazione dell infezione naturale è molto lungo e va dai 2 ai 5 anni, mentre il decorso clinico naturale va da 8 a 24 settimane nella pecora e da 2 a 24 settimane nella capra. L insorgenza della malattia è subdola, con sintomi che vengono spesso notati solo dall allevatore e sono rappresentati principalmente da modificazioni del comportamento e, in alcuni casi, da ipersensibilità cutanea e mancanza di coordinazione nei movimenti. sintomi. Generalmente l esame clinico generale dell animale ammalato mostra i seguenti sintomi: stato di nutrizione scadente (emaciazione) con appetito conservato, aree alopeciche simmetriche, muso e/o zampe imbrattati, vello facilmente staccabile, modificazioni della qualità della lana e presenza di lesioni cutanee da autotraumatismo (eritemi, escoriazioni, croste). La sintomatologia nervosa si esprime in turbe comportamentali quali timore/apprensione, aggressività, attacchi convulsivi, digrignamento dei denti (bruxismo) e depressione. diagnosi, terapia e profilassi. Per la diagnosi valgono le considerazioni fatte per la BSE: non esiste terapia efficace nel contrastare la malattia, il cui controllo si basa su sorveglianza epidemiologica delle greggi infette e su un piano di selezione genetica di genotipi resistenti all infezione. H14_Malattie.indd 376 5/30/18 12:18 PM

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti