3.1 Allevamento

H 380 ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE - IDENTIFICAZIONE E PROTEZIONE... pubblicato nel 1964, il Governo inglese commissionò a un gruppo di ricercatori un rapporto sul tema degli animali allevati con metodi intensivi. Il libro denunciava i sistemi di allevamento intensivi, ebbe una grossa presa sull opinione pubblica e suscitò grande scalpore. Il Brambell Report rappresenta il rapporto finale originato dalle discussioni e dalle ricerche effettuate dal gruppo di studiosi reclutati per l occasione. Alla difficoltà di definire che cosa sia il benessere animale, si sommano gli ostacoli incontrati soprattutto nel rilevarlo in modo obiettivo. Il benessere è un concetto multidimensionale, che non può essere oggettivamente rilevato, ma può essere dedotto attraverso l osservazione di parametri esterni. I parametri osservati per stabilire il livello di benessere degli animali possono essere i design criteria (basati sulla valutazione dell ambiente in cui vive l animale, chiamati anche input o engineering criteria) oppure gli animal criteria (basati sull osservazione dell animale, chiamati anche output o performance criteria). Tuttavia, non sempre esiste un effettivo collegamento tra lo stato di benessere dell animale e i criteria. I design criteria fanno riferimento all ambiente in cui vive l animale e alla maniera in cui essi vengono allevati. Gli animal criteria invece comprendono misurazioni di tipo comportamentale, fisiologico e immunitario, nonché la valutazione dell incidenza delle patologie e dei livelli di produzione, al fine di stabilire direttamente lo stato di benessere degli animali. I design criteria sono più facilmente valutabili, dunque vengono presi in considerazione nel verificare le condizioni di benessere in allevamento e per stabilire parametri che garantiscano il benessere animale. In linea teorica, rispettando design criteria adeguati, dovrebbe essere raggiunto un livello soddisfacente o addirittura elevato di benessere animale. Tuttavia, rimane ancora da indagare una effettiva relazione proporzionale tra design criteria rispettosi del benessere e l effettivo raggiungimento di una condizione di benessere da parte degli animali. Il benessere animale prevede condizioni superiori rispetto al semplice mantenimento di una buona salute, quindi il livello di benessere animale non può essere derivato unicamente dall osservazione dell incidenza delle patologie in allevamento e dallo stato di salute degli animali. Pertanto, un allevamento dove ci sia una scarsa incidenza di patologie non è necessariamente un allevamento dove il livello di benessere degli animali è più rispettato; inoltre, è difficile stabilire quale sia l effettivo impatto sul benessere animale di alcune patologie. D altronde, il monitoraggio dell incidenza di patologie in allevamento può essere un sistema di controllo del livello di benessere: se l incidenza di determinate patologie aumenta, sicuramente gli animali non sono in una condizione di benessere. Non è detto però che se l incidenza di patologie è scarsa, il livello di benessere degli animali sia elevato. Lo stesso concetto può essere applicato ai livelli di produttività: se un animale è in condizione di benessere, è altamente probabile che produca molto. Tuttavia, un elevata produttività non è indice di uno stato di pieno benessere: l animale può essere in grado di mantenere un elevata produzione, per esempio di latte, pur essendo al limite delle sue condizioni fisiologiche e dunque verosimilmente ben lontano dalla soddisfazione del proprio benessere. Ai fini della protezione degli animali, tutte le fasi della vita degli animali allevati sono regolamentate in modo da salvaguardare la loro integrità psicofisica e non arrecare sofferenze inutili. Pertanto, è possibile verificare l esistenza di una normativa che prende in considerazione l allevamento, il trasporto e la macellazione. 3.1 Allevamento. La prevenzione di inutili sofferenze causate agli animali durante le fasi di allevamento e la successiva macellazione, fu oggetto di un primo atto legislativo a livello comunitario fin dal 1974 (direttiva 74/ 577/ CEE). Dagli anni Ottanta del secolo scorso a oggi, numerose politiche etico-ambientali si sono susseguite e hanno tenuto in considerazione crescente il tema del benessere degli animali. Ne sono un esempio H15_Identificazione&ProtezioneAnimale.indd 380 5/30/18 12:20 PM l b li b n In m S e s q g s v d 3 s fa n c a a n p 3 1 v u Il L p il s p d m p

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti