1.2 La vita dell’alveare

H 384 ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE - APE, BACO DA SETA, CHIOCCIOLA 1.2 La vita dell alveare 1.2.1 Sciamatura. L unico metodo naturale di moltiplicazione nelle api è la sciamatura. La regina depone alcune uova fecondate in cellette che saranno ampliate dalle operaie quando percepiranno un allentamento della coesione della famiglia a causa di una ridotta secrezione del feromone reale, di norma legato all invecchiamento della regina. Le operaie nutrici provvedono allora ad alimentare esclusivamente con pappa reale le larve che nascono; segue la metamorfosi e, dopo circa sedici giorni dall ovideposizione, sfarfalla una nuova regina. La vecchia regina, non appena percepisce l imminente nascita della sua sostituta, abbandona l alveare portando al suo seguito circa la metà delle api operaie. Questo sciame primario va alla ricerca di un sito idoneo per il suo insediamento. Pertanto, nel caso della sciamatura primaria , si ha l allontanamento di una parte della colonia con la vecchia regina, lasciando nell alveare non solo il ceppo originario, ma anche una o più celle reali con regine prossime alla nascita. Quando un alveare è molto popolato, può dare origine anche a sciami secondari costituiti da regine vergini, da fuchi e da un numero di operaie inferiore a quello dello sciame primario. Gli sciami si raccolgono generalmente in prossimità degli alveari di partenza, dando origine a caratteristici grappoli di api su rami, siepi e, talvolta, a terra. La raccolta degli sciami da un ramo si effettua dopo aver disposto in modo opportuno una cassettina (pigliasciame) sotto il grappolo delle api, imprimendo un colpo deciso al ramo sul quale lo sciame si è raccolto. Dalla cassetta le api vengono rovesciate dall alto nell arnia razionale preparata con alcuni telaini provvisti di fogli cerei nel nido. L arnia è richiusa subito dopo e lasciata dove si trova fino a sera, per consentire l ingresso alle api che ancora si aggirano intorno. possibile introdurre lo sciame anche dal basso, distendendo davanti alla porticina dell arnia un telo sul quale si fanno cadere le api. Si aiuteranno le api ad entrare con il fumo prodotto dall affumicatore. Con questo secondo metodo è possibile scorgere anche la regina e avere quindi la certezza del buon esito dell operazione: infatti, se la regina dovesse rimanere uccisa, le api faranno ritorno all alveare di provenienza. 1.2.2 Linguaggio delle danze. Le api sono in grado di trasmettersi notizie utili per il corretto funzionamento dell alveare; in particolare, con le danze, comunicano informazioni per la ricerca del cibo. Ripetendo determinati movimenti, che variano a seconda della posizione, distanza, ricchezza e qualità della fonte di alimento, le api esploratrici riescono a trasmettere alle compagne tutte le indicazioni necessarie per raggiungere la sorgente di cibo trovata. Si conoscono diversi tipi di danze, ma le più importanti sono: la danza circolare, impiegata per comunicare la presenza di sorgenti nettarifere vicine (fino a 100 m), e la danza dell addome, usata quando la distanza dell alimento è maggiore. Durante la prima danza l ape compie a scatti un percorso circolare sulla superficie del favo, fornendo alle compagne alcune goccioline di nettare raccolto in campo. H16_Apicoltura.indd 384 5/30/18 12:21 PM m c r 1 1 n il A li d m fa fu It m p e fo d te c ta v r q n 1 l d b m d c s 1 m p a

SEZIONE H
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ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti