1.3 Allevamento

e di a a e- a, o el n o ri o o o o n a ra il a e r r- a, e o e, a io APE H 385 Nella seconda danza l ape compie ripetutamente un doppio percorso semicircolare, muovendo l addome in modo frenetico, quando percorre il tratto rettilineo. In questo caso l ape comunica la posizione dell alimento, utilizzando il sole come punto di riferimento. 1.3 Allevamento 1.3.1 Arnia. L apicoltura con arnie villiche (bugni) è diventata anacronistica in quanto non consente il controllo dello stato di sanità dell alveare, non permette di praticare il nomadismo e di allevare api regine. La produzione di miele, inoltre, risulta scarsa. Attualmente l allevamento delle api è effettuato con arnie a favo mobile, ideate e realizzate intorno al 1850 e caratterizzate da favi costruiti entro telaini posti a una distanza di circa 8 mm l uno dall altro (spazio d ape). Esistono due tipi di arnie razionali a favo mobile: quelle di tipo americano (a soffitta mobile), i cui favi si estraggono dall alto, e quelle di tipo tedesco (a soffitta fissa), i cui favi si estraggono dal retro. Le arnie di tipo americano derivano tutte dal modello Langstroth. In Europa si è diffuso soprattutto il modello Dadant-Blatt, da cui è derivata un arnia molto utilizzata in Italia fino a qualche decennio fa: l Italica-Carlini. Le arnie di tipo tedesco derivano dal modello ideato da Berlepsch, che successivamente ha subìto numerose variazioni da parte di apicoltori, da cui hanno preso il nome: le più note sono la Sartori, la Fumagalli e la Znidersic. Le arnie di tipo tedesco possono essere facilmente sovrapposte fino a formare una delle pareti di piccole costruzioni rurali. Non vanno trascurate le arnie da nomadismo, che consentono di trasportare senza danni le api da una zona all altra per bottinare durante le varie fioriture scaglionate nel tempo; esse vengono anche utilizzate per il servizio di impollinazione. Presentano il cosiddetto portichetto posto davanti alla porticina e chiuso con una reticella asportabile, che consente alle api di uscire in caso d innalzamento della temperatura nell alveare, senza allontanarsi. A causa della presenza della varroa, in quasi tutti gli alveari il fondo di molte arnie razionali è stato modificato applicando una rete con maglia di 2-3 mm, al di sotto della quale viene posto un cassetto mobile per l osservazione e il conteggio degli acari caduti naturalmente o in seguito a trattamenti acaricidi. H 1.3.2 Attrezzi apistici. L esercizio dell apicoltura richiede vari attrezzi, che aiutano l apicoltore nei diversi momenti dell allevamento e della produzione. Si possono ricordare: la maschera, i guanti, l affumicatore, le levette, l apiscampo, l escludiregina, il banco disopercolatore, lo smielatore (che consente di estrarre con la forza centrifuga il miele dai favi senza deteriorarli), la sceratrice e i fogli cerei, che portano impressi sulle due facce i fondi delle celle da operaia. Questi sono di grande ausilio per le api nella costruzione dei favi sia per il risparmio di tempo sia perché i favi che ne risultano, costituiti da sole cellette femminili, limitano la covata maschile. 1.3.3 Scelta della postazione dell apiario. Per ottenere produzioni quantitativamente più elevate e di miglior qualità è opportuno procedere a un accurata scelta della postazione. Questa dovrà rispondere ad alcuni requisiti minimi e in particolare a una adeguata lontananza dalle zone industriali, dalle autostrade e dalle zone intensamente H16_Apicoltura.indd 385 5/30/18 12:21 PM

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti