1.3.7 Produzione dei nuclei artificiali

o e el idi t, ) o a r a n l- ia si aa- la r di ia so, e ui ta, li e APE H 387 periodicamente tutti i favi evitando sia maggiori problemi sanitari (dovuti alla tarma della cera, alla peste americana, ecc.) sia riduzioni progressive della dimensione delle cellette (per l accumulo delle esuvie delle api e degli strati di propoli usati dalle operaie per la verniciatura e la disinfezione). 1.3.7 Produzione dei nuclei artificiali. In genere questi vengono ottenuti inserendo favi con covata, scorte di miele o polline e api asportati da alveari forti durante le già citate operazioni di salasso. Un altra tecnica, invece, prevede la suddivisione della famiglia in due o più parti. 1.3.8 Allevamento delle api regine. Per mantenere gli alveari nelle ottimali condizioni produttive e sanitarie, è opportuno procedere alla sostituzione periodica delle regine. Per poter disporre di regine di qualità è necessario puntare alla selezione di caratteri (mansuetudine, produzione, tenuta del favo, resistenza alle patologie, scarsa tendenza alla sciamatura, buon comportamento di pulizia) di rilevante importanza per l allevamento. 1.3.9 Alimentazione integrativa e di soccorso. L alimentazione deve essere fatta in condizioni ambientali di particolare criticità. Può essere effettuata con miele o con alimenti artificiali (saccarosio, zuccheri semplici, sostanze proteiche) allo scopo di favorire la vigoria, il mantenimento e la sopravvivenza delle colonie. preferito l uso di alimenti artificiali perché più sicuri dal punto di vista sanitario. 1.3.10 Produzione e raccolta del miele. Il momento della collocazione e dell asportazione dei melari risulta particolarmente importante per produrre mieli monoflorali con netta prevalenza di una essenza mellifera. Per poter procedere alla raccolta, occorre allontanare le api dai melari con spazzolatura e/o soffiatura dei favi o con l utilizzo dell apiscampo. Il miele deve essere raccolto solamente quando ha raggiunto il giusto grado di maturazione, cioè quando i favi sono in buona parte opercolati. Tuttavia ci possono essere casi particolari, come fioriture in stretta successione, scarsa importazione di nettare o improvvisi spopolamenti degli alveari, nei quali il momento dell asportazione dei melari deve essere anticipato. H 1.3.11 Utilizzo dell escludiregina. Questo attrezzo a forma di griglia viene collocato, se necessario, fra nido e melario, per impedire all ape regina di salire al melario per la deposizione di uova. L escludiregina evita la presenza di covata nel melario ed esclude che il miele possa essere contaminato da materiali organici di origine larvale. 1.3.12 Laboratorio di smielatura. Prima della smielatura l apicoltore deve controllare l umidità del miele nei favi utilizzando strumenti adeguati detti rifrattometri. Nella maggior parte dei casi, se il tenore di acqua è superiore al 19%, si procede alla deumidificazione già prima dell estrazione (operando sul miele disopercolato contenuto ancora nei favi). L apicoltore può operare nei locali di smielatura o in altri appositamente attrezzati (camere di deumidificazione). La smielatura è effettuata con gli smielatori, attrezzi ad asse orizzontale o verticale realizzati per l estrazione con forza centrifuga. possibile ottenere miele anche pressando con torchi manuali o idraulici gli opercoli rimasti dalla smielatura. Il miele estratto è lasciato decantare per almeno 15 giorni in appositi maturatori, recipienti di acciaio inox o di altri materiali per alimenti di dimensioni variabili; si forma gradualmente in H16_Apicoltura.indd 387 5/30/18 12:21 PM

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti