1.4.2 Polline

odi e o o a e e- lor e e nl- e n e o e, i- si a o e el e e li à ali r APE H 389 1.4.2 Polline. costituito da granuli microscopici di dimensione compresa fra 20 e 40 micron. Viene raccolto dalle api operaie sulle antere degli stami dei fiori e trasportato all alveare nelle cestelle poste nelle tibie delle zampe posteriori. Le api immagazzinano il polline nelle cellette dei favi: qui esso subisce una fermentazione che ne aumenta il valore nutrizionale. Il polline rappresenta l unico apporto proteico dell alveare. Viene utilizzato dalle api per nutrire le larve delle operaie e dei fuchi dal terzo giorno di vita in poi e le giovani api che producono pappa reale. Per sottrarre le pallottoline di polline dalle zampe delle bottinatrici, l apicoltore pone una trappola all ingresso dell alveare. Il polline viene essiccato e utilizzato in dietetica per il suo elevato contenuto di proteine e amminoacidi. 1.4.3 Cera. Si tratta di una sostanza composta da acidi grassi, alcoli a lunga catena e loro esteri. Viene secreta dalle ghiandole ciripare, costituite da gruppi di cellule a funzione ghiandolare, poste nella zona sternale dell addome delle api e attive quando queste sono di età compresa fra i 10 e i 19 giorni; secreta sotto forma di goccioline, solidifica in scaglie a contatto dell aria. La cera è lavorata dalle api con le mandibole, addizionata a piccole quantità di polline e di propoli e utilizzata per costruire i favi. Ogni ape può produrre circa 6 mg di cera sotto forma di scaglie che pesano in media 0,8 mg: di queste ne occorrono ben 1.250.000 per produrre un kg di cera! Il peso specifico della cera è leggermente inferiore a quello dell acqua (0,95-0,97) e il punto di fusione è 62-64 °C. Con l ausilio di sceratrici solari o a vapore, la cera si ottiene dagli opercoli delle cellette da miele, da frammenti di favo e da favi vecchi; messa in acqua bollente, fonde e galleggia separandosi da eventuali impurità. La cera d api in passato costituiva per l apicoltore un importante fonte di reddito, in quanto veniva venduta per la realizzazione di vari manufatti. Oggi è sostituita in gran parte da sostanze di sintesi meno costose. Tuttavia la cera d api trova ancor oggi largo uso nell industria cosmetica e nella produzione di fogli cerei, che vengono preparati per fusione o per laminazione. Il primo metodo consiste nel versare la cera liquida in appositi stampi a celle esagonali; una volta solidificata, si ottiene un foglio cereo che viene tagliato a misura del telaino. Con il secondo sistema si ricavano dalla cera fusa fogli di spessore di circa 5 mm con superficie liscia; successivamente i fogli cerei vengono passati attraverso due rulli cilindrici sagomati a celle esagonali. Per distruggere completamente le spore di Paenibacillus larvae, agente della peste americana, la cera viene preventivamente fusa a oltre 120 °C. H 1.4.4 Propoli. Viene utilizzata dalle api per otturare fessure, coprire il corpo di nemici penetrati nell alveare e uccisi (ma che per la mole non possono essere trascinati all esterno dalle operaie) e per ridurre, in caso di necessità, la porticina dell alveare permettendo così alle api di difendersi in modo più efficace da eventuali incursori e da agenti atmosferici avversi. Avendo caratteristiche batteriostatiche, viene utilizzata dalle api all interno dell alveare per verniciare (e così disinfettare ) le cellette prima dell ovideposizione. La propoli è costituita da una miscela di sostanze resinose, gommose e balsamiche, che le api raccolgono su gemme a fiore, su apici vegetativi o su alcune parti della corteccia di piante e che trasformano aggiungendovi secrezioni proprie. Per la raccolta su gemme, le piante più visitate sono: pioppo, ippocastano, betulla, carpino, ontano, ecc. Per la sua riconosciuta attività antisettica naturale viene utilizzata in farmacopea e in cosmetica. H16_Apicoltura.indd 389 5/30/18 12:21 PM

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti